Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Luoghi comuni incontrovertibili

La borsa di una donna, si sa, contiene il globo terraqueo. È uno zainetto di sopravvivenza sotto mentite spoglie.

Nella mia, trovi il minikit da cucito per SOS-sartina; penna matita e notes; metro avvolgibile; set per manicure e qualche giorno anche una boccetta di smalto per rappezzi last minute; immancabile d’inverno un paio di collant anti smagliatura (perché se ce l’ho, non succede nulla, viceversa, la sfilatura è certa); dose quotidiana di frutta secca; spray formato pocket di profumo; libro salva-attese; carica batteria, mai sia il cellulare non respirasse più; fazzolettini bagnati per mani; fazzolettini asciutti per naso; rossetto con matita contorno labbra; specchietto per vanità sempre bisognosa di esser soddisfatta; accendino, anche se non fumo (e questo, confesso, lo trovo patologico); shopper bag ripiegabile; iPod; pen drive.

Oltre, naturalmente, agli oggetti abituali come portafogli, chiavi, cellulare, portadocumenti, occhiali da vista, ventaglio d’estate, ombrello pieghevole d’inverno. Prima, usavo portare anche una bottiglina d’acqua, perché sempre due litri al giorno ne devo bere, fino al momento in cui si versò tutto il suo contenuto a causa di un tappino malefico che non volle avvitarsi debitamente su se stesso.

Ebbene sì, cammino come se non dovessi mai più rincasare, come se dovessi essere rapita da un momento all’altro e non rilasciata per un tempo infinito, come se non esistessero negozi per un acquisto in emergenza…

In realtà, la borsa, per me, non è solo un oggetto di moda, o una comodità, no: essa accoglie, contiene, conserva, e al momento giusto, tira fuori quel che deve uscire!

Insomma, la borsa di una donna ha la magia di un ventre femminile sempre gravido.

Luciana Pennino

“E non c’è una soluzione se non quella di rimpicciolirmi a dismisura

fino al punto di traslocare nella borsa tua con gran disinvoltura”

 (Max Gazzé)