Diversi mesi fa, suo malgrado, Ciro Migliore aveva conosciuto la ribalta mediatica per la tragica morte della fidanzata Maria Paola Gaglione, 18enne deceduta l’11 settembre ad Acerra (Napoli) dopo la caduta da uno scooter – triste finale di un inseguimento messo in atto dal fratello Michele Gaglione, ora indagato per omicidio volontario. Ma oggi, a seguito di un blitz antidroga messo a segno dai Carabinieri che ha portato all’arresto di 24 persone, le cronache sono costrette a riportare alla luce di nuovo quel nome e quella storia tragica. Ciro Migliore è accusato di essere uno spacciatore: i militari hanno provato diversi passaggi di sostanze dalle sue mani, a quelle di acquirenti.

La vicenda di Ciro e Maria Paola monopolizzò il dibattito dell’opinione pubblica, all’epoca dei fatti, per i presunti atteggiamenti transfobici dei familiari della ragazza – per molti motivo scatenante del gesto estremo di cui si rese protagonista Michele Gaglione. Senza dimenticare lo sfondo in cui tutto ciò avvenne: il Parco Verde. Degrado, spaccio, povertà sono gli aggettivi qualificativi che vanno per la maggiore quando si tratta di connotare quel luogo alle porte di Napoli.

È una famiglia distrutta e che non si da’ pace. Ma stiamo attenti a dipingerla come una storia di omofobia. Forse non sanno nemmeno cos’è. Quel che è vero è che non erano preparati e non vedevano di buon occhio la relazione con Ciro, ma so che si stavano abituando all’idea” dichiarava il prete anti camorra don Maurizio Patriciello, che poi si assunse la responsabilità di celebrare l’omelia di Maria Paola nel giorno dei funerali. Ma la polarizzazione del dibattito attorno al tema dell’omotransfobia fu tale da chiamare in causa le comunità e le associazioni che difendono i diritti Lgbt. “Serve una legge seria – diceva Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center e Responsabile Gay Help Line – chiediamo giustizia per Paola, il colpevole non è solo il fratello, ma anche gli altri familiari che la hanno maltrattata ed hanno consentito quanto accaduto senza proteggerla e senza denunciare“.