“Quello che propagandiamo da sempre è il circo contemporaneo che non sfrutta gli animali e si basa esclusivamente sulle abilità e sulle qualità degli artisti che vi si esibiscono.” Asserisce Alfredo Riccio Delegato Lega Nazionale per la Difesa del Cane “Ogni volta che attenda un circo in zona riceviamo continue segnalazioni da parte dei cittadini che segnalano le condizioni di detenzione degli animali e, nostro compito, sollecitare gli organi preposti ai controlli a svolgere il proprio dovere. Tra l’altro, durante i sopralluoghi effettuati, ci è capitato di constatare che troppo spesso i recinti degli animali non solo non rispetterebbero a nostro avviso la normativa sul benessere animale ma, permettendo al pubblico di toccare gli animali durante la pausa dello spettacolo, metterebbero in serio pericolo anche l’integrità fisica degli spettatori” concludono gli attivisti.

“A seguito di una lunga serie di segnalazioni dei cittadini per presunti maltrattamenti agli animali, sono stati effettuati controlli nei circhi, dalla provincia di Modena fino a Sud del Paese, con lo scopo di verificare la corretta applicazione della normativa vigente e per prevenire e denunciare i reati in danno agli animali.

Grazie all’ausilio e alla collaborazione dei Carabinieri, dei medici veterinari e delle associazioni animaliste ho potuto constatare, in un discreto numero di strutture circensi, la totale assenza del rispetto dei Criteri stabiliti dalla Commissione scientifica Cites per la detenzione degli animali esotici e della normativa vigente. Gli animali sono infatti costretti in gabbie anguste e poste sull’asfalto, senza alcun arricchimento ambientale, spesso senza acqua e in camion fatiscenti, privi di adeguati sistemi di areazione e talvolta tanto insicuri da costituire un pericolo anche per l’incolumità pubblica.” –dichiara il Portavoce Parlamentare del Movimento Cinque Stelle On. Paolo Bernini che prosegue: ”Inoltre i medici veterinari hanno verificato in numerosi circhi che l’alimentazione dei grandi felini è del tutto inadeguata e priva del fabbisogno nutrizionale dovuto, il che, associato alla deprivazione di spazi e della possibilità di movimento per gli animali, determina una evidente condizione di maltrattamento, anche a seguito della privazione delle naturali esigenze socio etologiche degli stessi.

Sono state inoltre rilevate gravi violazioni della normativa Cites, inclusa la mancata applicazione del microchip obbligatorio. Mi chiedo come sia possibile che fin ora nessuno, tra le istituzioni preposte ai controlli e all’ applicazione della normativa, avesse rilevato un dettaglio tanto importante quanto dovuto. Qual è quindi la provenienza di questi animali?

Ho presentato, per ogni caso rilevato, relative denunce presso la competente Procura della Repubblica, inviando contestualmente le stesse ai Ministeri competenti (Ambiente, Salute e Politiche Agricole) evidenziando l’incongruità con cui i camion in cui viaggiano questi animali siano autorizzati in modo inspiegabile dalle motorizzazioni sia ad uso abitativo umano che per il trasporto degli animali.

In alcuni casi, come recentemente a Bellizzi (Sa) i veterinari Asl hanno inoltre immediatamente provveduto a ritirare il “modello 4” dei camion per l’assenza del rispetto della norma che garantisce che gli animali abbiano un minimo spazio per ogni soggetto, determinando quindi il blocco del mezzo e del circo stesso.  Ma prima del mio sopralluogo, quanti chilometri gli animali hanno percorso in condizioni ai limiti della sopravvivenza?

 

 

 

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