Le carceri campane tornano a far parlare di sé dopo che ieri è scoppiata una protesta a Benevento. Cinque agenti della polizia penitenziaria sono rimasti feriti, mentre tentavano di riportare la calma e sono stati accompagnati in ospedale, dove hanno ricevuto le cure dei sanitari. Lo si apprende dal segretario del sindacato Osapp Vincenzo Palmieri e dal vice segretario Luigi Castaldo che spiegano: “Ancora eventi critici che mettono a repentaglio l’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria. Dei taser che ci sono stati promessi non si vede neanche l’ombra’’.

A scatenare i disordini sarebbero stati due carcerati di origine marocchina, già protagonisti delle rivolte scoppiate durante il lockdown. I detenuti hanno messo in subbuglio una intera sezione, dato fuoco ad alcune celle, sfondato un muro e devastato anche una cella d’isolamento. La rivolta è stata preceduta da episodi di atti di autolesionismo da parte di due carcerati. Per entrambi si è reso necessario l’intervento dei medici.

 ‘’Visti gli eventi accaduti, aventi come autori due detenuti di origine nordafricana che hanno compromesso l’ordine e la sicurezza interna e determinato anche lesioni in danno del personale intervenuto per ripristinare l’ordine rinnoviamo l’appello alle forze politiche affinché siano stilati dei protocolli con i diversi Paesi interessati affinché le pene siano espletate nel Paese di origine – è stato il commento del segretario regionale dell’Uspp Ciro Auricchio. La gestione di tali soggetti – ha poi aggiunto – che il più delle volte hanno anche problemi psichici ed atteggiamenti di auto oltre che etero lesionismo è una questione irrisolta che sta vessando da troppo tempo il personale e necessita pertanto di essere affrontata definitivamente in maniera risolutiva. L’USPP esprime massima vicinanza al personale ferito ora sottoposto alle cure mediche”.