migliaro donna con ventaglio

La figura femminile è stata da sempre oggetto d’interesse nell’ambito della cultura figurativa assumendo aspetti diversi a secondo lo spirito delle varie epoche.

A metà del XIX secolo la donna non è più vista solo nel ruolo di moglie e madre ma assume una nuova veste, una nuova identità.

Una donna fatale, misteriosa, austera e sensuale, ambigua  figura in cui convivono il sacro e profano, domina nelle tele di di noti pittori quali Domenico Morelli.

dama morelli

Nella tela “Dama con ventaglio”  l’artista attraverso pennellate a “fior di tela”, dai tocchi abbozzati e sommari, rappresenta una donna dalla chioma fulva, dal corpo candido e florido, dallo sguardo languido e misterioso.

Il nudo femminile, inserito in un’atmosfera esotica, emerge in controluce ed è reso evanescente da un fascio luminoso vibrante e proveniente dall’alto.

L’opera appartiene al periodo in cui Morelli aderisce al filone orientalista, fortemente influenzato dalla moda dettata dal pittore spagnolo Mariano Fortuny le cui tele sono caratterizzate da soggetti accattivanti, resi con uno stile virtuosistico talvolta fin troppo lezioso.

Donne di altrettanto fascino sono quelle ritratte da Giuseppe De Nittis, tra i primi pittori in Italia ad aver aderito all’Impressionismo francese.

Nella galleria dei suoi straordinari personaggi femminili, prevale il ritratto di sua moglie Leontine che esercitò sul marito uno straordinario potere, favorendone anche la carriera artistica grazie le proprie  capacità relazionali.

de nittis doona con il cane

All’immagine della moglie, De Nittis aggiunge ritratti femminili frutto d’incontri  in quei luoghi di svago e divertimento dove si svolgeva la vita nel periodo della Bella Epoque: salotti mondani, viali alberati, eleganti Caffè.

La sua leggera pennellata si sofferma su particolari apparentemente secondari,  ma in realtà dettagli parlanti che ci danno una lettura introspettiva del personaggio.

Donne avvolte nei loro stretti paltò, protette da graziosi ombrellini, misteriose dietro le velette dei cappellini all’ultima moda.

Certamente meno raffinate ma altrettanto seducenti, sono le figure femminili raffigurate da Vincenzo Migliaro il quale fu particolarmente attratto dalla bellezza antica delle popolane.

ritratto di fulviaNel “Ritratto di Fulvia” la figura è costruita con grande forza plastica, al rigore geometrico del busto contrasta il volto delineato con estrema  attenzione,  su cui  spiccano i grandi occhi neri e le labbra carnose.

L’espressione del volto fiera e severa appare nello stesso tempo molta sensuale.

esposito_gae

Stessa bellezza antica si trova nel dipinto “Tentazione” di Gaetano Esposito opera dall’innovativo taglio compositivo.

Mentre lo sguardo del lettore viene focalizzato sulle mani femminili  incrociate e oranti da cui pende una corona, quello della fanciulla volge altrove, si “perde” lontano…

diavolo e acqua santa

Marcatamente più ambigua e peccaminosa è l’immagine di donna presente nei dipinti “Il Diavolo e l’acquasanta” e “Per una messa di Salvatore Postiglione, soggetti femminili ispirati  alle infelici eroine di un romanzo d’appendice, alla coeva letteratura romantica fitta di donne combattute tra dovere sociale e passione, tra  principi morali e desiderio.

Dalle seducenti cortigiane dipinte da Tiziano alle languide Venere di Velazquez, dalla provocante Maya desnuda di Goya alle raffinate parigine di Monet, dalle  popolane di Migliaro alle castigate religiose del Postigione, la donna  ha sempre sprigionato grande attrazione e fascino nelle arte.

Annamaria Pucino