A Napoli si dice “nun c sta nient a fá”. Ed è proprio così non c’è storia. Sei bella? Hai successo? Sei nelle grazie del capo? Allora non conta se hai qualcosa nella zucca, nessuno te lo riconoscerà mai. Per il comune sentire, occupi un posto, hai un ruolo, solo grazie a quelle determinate mansioni private di compiacimento del potente di turno, non certo per capacità e competenze. È questo il destino delle donne avvenenti? Le donne specie se fisicamente interessanti non sono attendibili, sono odiate dalle donne e amate dagli uomini solo per la lunghezza della coscia, mai per il valore dei neuroni. È così,  e francamente non so se cambierà mai. Salvo qualche eccezione ovviamente. Qualche chance cominci ad averla quando superi i 50, è a quell’età che  anche se rimani gradevole cominci ad avere in mano le regole del gioco. È talmente vero che ne vediamo un esempio proprio in tempo reale. Maria Elena Boschi classe 1981, bionda, faccia d’angelo, corpo burroso, di quelle di cui ti puoi innamorare a prima vista.

Odiata dalle donne che geneticamente mal sopportano le altre donne soprattutto se piacenti (ma non si può dire è politicamente scorretto).

Amica da sempre di Matteo Renzi, il capo, il grande capo in realtà. Lui si fida di lei, le ha affidato il pacchetto più importante delle cose che contano nel governo. Bene. Nulla di strano, invece no.

Maria Elena è diventata il bersaglio quotidiano di tutte le peggiori invettive dell’immaginario collettivo. Non sto qui a ripetere cose note, volgari e degne della peggiore camerata di commilitoni (non si offenda nessuno).

Non mi interessa entrare nel merito delle scelte del governo e della Boschi.  Non è questo il tema. Il tema è l’insostenibile possibilità di essere donna bella, intelligente. E meno che mai di potere. Quella difficoltà la  avverti da subito, al primo approccio in un centro di potere, di qualunque potere si tratti. Lo avverti quando nel corso di una riunione quando arriva il tuo momento di parlare,  sembra che sia scattata improvvisamente la ricreazione per i presenti.

Lo percepisci quando cammini con  il capo e le colleghe sgomitano e ridacchiano. Lo avverti quando, se non hai un compagno non sei bene accolta in gruppi precostituiti di donne, perché percepita come una minaccia.

Lo avverti fin dal tempo del liceo, quando le compagne di classe ti guardano con odio al momento delle tue interrogazioni brillanti, se ti capita di incartare un insuccesso è invece il pieno godimento per le streghe di classe. Triste il destino delle belle con un cervello. Solo una lobotomia le può salvare. Donne  ergo, quando vi chiederanno cosa desideri dalla vita per favore rispondete “la pace nel Mondo” vi conviene, si apriranno tutte le porte del paradiso. E tu Maria Elena nun te pigliá collera, così va il mondo.

Patrizia Sgambati