È subito successo per il nuovo libro di Maurizio de Giovanni

C’è tanta solitudine nelle loro storie personali eppure insieme hanno imparato a fare squadra: sono i Bastardi di Pizzofalcone, che tornano in libreria con Gelo, ultimo e attesissimo romanzo dello scrittore Maurizio de Giovanni. A una settimana dall’uscita, è già un successo editoriale e record di vendite per una formula narrativa che ha trovato nella coralità il suo ingrediente essenziale. Anche questa volta il commissariato di Pizzofalcone è a rischio chiusura, il manipolo raccogliticcio di uomini cerca il riscatto, il ruolo pubblico si sovrappone e s’intrecccia al vissuto privato dei sette protagonisti.  Il riverbero delle emozioni è intensissimo e quanto mai vero, a raccontarci che forse non esistono eroi.

All’incombente minaccia del trasferimento dell’inchiesta ad altro commissariato, si contrappone la determinazione della squadra che indaga su un duplice delitto di violenza efferata. L’omicidio di due giovani, fratello e sorella, un ricercatore dalla mente brillante e un’adolescente intrappolata in un corpo strabiliante di donna. Una bellezza a tratti ingestibile che può diventare ossessione.

Lo scandaglio dello scrittore procede veloce nell’inanellare passioni e sentimenti estremi che diventano contraddittori, l’amore si trasforma in odio e un abbraccio può essere usato per soffocare una vita anziché offrire conforto. Il gelo si abbatte impietoso sulla città del sole, costringendo gli abitanti a coprirsi, a percorrere in fretta le strade, a chiudersi dietro i baveri alti dei cappotti, a stare in silenzio, sfiorandosi senza incontrarsi mai. Il gelo è dunque metafora di una condizione di chiusura dell’individuo incapace di schiudersi al calore della parola salvifica e dell’incontro con l’altro.

Ma si cercano i Bastardi perché hanno intuito che il loro è un legame diverso: un radicamento alla vita che produce speranza contro ogni disperazione.

La lotta contro il tempo scandisce l’incedere rapido della storia che  accelera nelle ultime pagine, dove il respiro resta sospeso e potrebbe spezzarsi.

Atmosfere contemporanee, perfetta mimesi del parlato nei dialoghi, ritmo metropolitano e, la città di Napoli, scenario mai indifferente, personaggio più che elemento della scenografia.

Enza Alfano

 

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