Una banda dedita al reimpiego nel settore edile di denaro di provenienza illecita, è stata arrestata nella zona di Ascea, nel salernitano. La Guardia di Finanza ha notificato 5 arresti e sequestrato beni per oltre 10 milioni di euro. C’è anche un carabiniere coinvolto nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, che ha permesso di sgominare la banda.

I cinque sono indagati a vario titolo per i reati di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, impiego di beni o utilità di provenienza illecita, intestazione fittizia e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Per tre di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere; per i restanti due soggetti sono stati posti agli arresti domiciliari.


Sequestrati anche 59 fabbricati, 37 terreni e un intero impianto di produzione di calcestruzzo e relative betoniere, per un valore complessivo superiore ai 10 milioni di euro, costituendo il patrimonio aziendale illecitamente accumulato negli anni. Le misure restrittive scaturiscono dall’analisi della posizione economico-finanziaria di un imprenditore edile che, nel tempo, ha acquisito il totale monopolio nel settore dell’edilizia nell’Area Cilentana, reimpiegando il patrimonio accumulato in seguito a precedenti bancarotte fraudolente.

Gli indagati agivano avvalendosi di un “sistema di amicizie” emerso nel corso delle indagini, grazie al quale l’organizzazione veniva per tempo informata degli eventuali controlli presso i cantieri.