È l’isola di Procida, in tutta la sua bellezza, a ospitare i personaggi dell’ultimo libro di Lorenzo Marone. Impossibile non innamorarsi del luogo, dipinto dall’autore con pennellate di colore vivo, e dei suoi personaggi: Andrea Scotto e papà Libero, la sorella Marina e cane pazzo Tannen. Una storia avvincente dove rispecchiarsi e farsi catturare dalle riflessioni dell’autore, che magistralmente, intorno a una storia rocambolesca suggerisce realtà talvolta pesanti, che accomunano. Andrea è un single incallito che si tiene il più possibile lontano dalla famiglia. Incastrato dalla sorella però, sarà costretto a prendersi cura del papà per un intero fine settimana. Marina, super organizzata al limite della patologia, lascia ad Andrea una serie di regole da osservare. Andrea riuscirà a infrangerle tutte. Scatti fotografici, fughe, spinelli, malefatte di cane pazzo e desiderio di ricongiungimento, gli ingredienti per un Romanzo Perfetto.

La sua carriera lavorativa inizia da avvocato, professione che ha praticato fino alla conversione totale. Ha mai avuto ripensamenti?

No, mai, perché sentivo che quella non era la mia strada, non amavo il diritto e avrei cambiato la mia vita anche senza la scrittura.

“Tutto sarà Perfetto”, la porta per la prima volta via da Napoli. Perché la scelta dell’isola di Procida?

Perché Procida è la più isola fra le isole, intesa nel senso di ‘isolamento’, separazione. Perché è una terra fortemente carica di suggestioni. Volevo scrivere una storia di radici, di sapori e odori. Di ritorno.

Un elemento imprescindibile, una costante nella maggior parte dei suoi libri è la figura del padre. Qual è l’influenza che ha avuto il suo nelle scelte importanti della vita?

Ho avuto un padre abbastanza assente, i miei si separarono quando avevo cinque anni e lui si rifece una famiglia. Oggi ho un rapporto molto più profondo con lui, ma quell’assenza, quel vuoto infantile, ha indirizzato la mia vita, la mia formazione, e, quindi, necessariamente, anche la mia scrittura.

Spesso i suoi personaggi sono ruvidi e poco amabili ma di ognuno di essi riesce a mostrare anche la parte sentimentale. Pensa che ci sia del buono nascosto in tutti?

Penso che le persone siano come le torte, la parte più interessante è nascosta sotto diversi strati.

Alcuni dei suoi libri sono stati trasposti per il cinema. Cosa ha provato nel vedere suoi personaggi prendere corpo e vivere le sue storie?

Soddisfazione, gratificazione, mi sono sentito lusingato, nonostante il film ‘La tenerezza’ abbia preso strade diverse dal mio libro.

Lei è Direttore Artistico di una giovane fiera del libro che si svolge a Napoli: “Ricomincio dai Libri”. Secondo lei, quanto è necessaria per questa città, l’organizzazione di un evento letterario così importante?

È una città dove, ahimè, devi combattere per fare ‘cultura’: combattere per tenere in piedi una libreria o un’associazione, combattere per promuovere una fiera perché i ‘poteri forti’ e i media spesso non ti supportano (o non ti vedono proprio), in un territorio che ha sempre meno attenzione per la cultura. Tolte alcune zone più sensibili, e penso al centro storico, gli altri quartieri di Napoli sembrano essere diventati grandi centri commerciali all’aperto, una sagra perenne, dall’autunno all’estate. Ma è un discorso complessivo del nostro Paese, Napoli rispecchia bene o male quello che è il trend nazionale e non solo, la scarsa attenzione verso tutto ciò che è cultura. Basti vedere quelli che sono gli investimenti pubblici, in tal senso.

Il suo successo è cresciuto libro dopo libro. Come vive la notorietà un ragazzo semplice come lei?

Grazie innanzitutto per il ‘ragazzo’. Non so se sia giusto parlare di notorietà per uno scrittore che fa solo lo scrittore, perché parliamo purtroppo e comunque di un mercato di nicchia; fra i miei stessi amici la metà non legge, qualcuno addirittura non ha mai letto un mio libro, figuriamoci. Per strada ogni tanto la gente mi riconosce, è vero, ma alla fine continuo a fare la mia normale vita di tutti i giorni (e sono uno che ‘bazzica’ molto il Vomero). Alle presentazioni è bello incontrare i lettori, che sono sempre più numerosi, per fortuna. È un bagno di affetto, qualcosa di positivo, che mi fa stare bene, ovvio, ma la notorietà credo sia altro.

Premesso che i suoi libri meritano di essere letti tutti, qual è il primo tra i suoi romanzi che consiglierebbe per un battesimo Marone?

Io partirei dall’ultimo, Tutto sarà perfetto, per poi andare a ritroso. Oppure inizierei da La tentazione di essere felici, per seguire il cammino ordinario.

In trepidante attesa del prossimo, Grazie Lorenzo e…in bocca al Lupo

Lucia Montanaro

Biografia da Wikipedia

Laureato in Giurisprudenza, ha esercitato per quasi dieci anni la professione di avvocato. Autore di successo, ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015), Premio Stresa 2015, Premio Scrivere per amore 2015, Premio Caffè Corretto – Città di Cave 2016, 18 edizioni in Italia, 14 traduzioni all’estero, un film, La tenerezza, con regia di Gianni Amelio, La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016), Premio Città di Como 2016, Magari domani resto (Feltrinelli, 2017), 8 edizioni, Premio Selezione Bancarella 2017, e Un ragazzo normale (Premio Giancarlo Siani 2018), uscito sempre per Feltrinelli nel febbraio del 2018. [1] A novembre del 2018 è uscita per Feltrinelli la raccolta Cara Napoli, che racchiude gli articoli pubblicati dal 2015 su La Repubblica Napoli e che è giunto alla seconda ristampa. Nel 2019 ha pubblicato, ancora per Feltrinelli, Tutto sarà perfetto.

Lorenzo Marone (Napoli, 12 dicembre 1974) è uno scrittore italiano.

Collabora con “La Repubblica di Napoli” con una rubrica fissa dal titolo “Granelli” Vive a Napoli con la moglie, il figlio e la bassotta Greta, il suo Cane Superiore.