Franco Picarone – Consigliere regionale campano del Partito democratico e presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale della Campania

Consigliere la Regione Campania è sul piede di guerra?

I termini dell’impegno sono segreti, non si conoscono e i parlamentari non hanno potere di modifica. C’è un ulteriore elemento preoccupante sulla fiscalità, poiché è prevista una commissione congiunta che non sarà parlamentare, ma in parte nominata dalle Regioni e in parte nominata dal ministero dell’onorevole De Stefani della lega. Se dobbiamo arrivare dai costi storici ai costi standard riparametrati sulla base del gettito fiscale, alla fine questo sarà più che un accordo un trattato voluto dalle parti. Il Mezzogiorno non può fare la parte dello spettatore passivo e il Parlamento non deciderà nulla, ma tutto verrà demandato ad una commissione paritetica. Quindi se non ci sono i termini politici per fare questa battaglia, perché il Governo non si vuole sedere al tavolo con chi poi avrà solo gli effetti negativi di questo accordo quindi le regioni del sud, allora l’unico rimedio possibile è ricorrere alla Corte Costituzionale.  Noi non ci vogliamo arrivare, perché vorrebbe dire che la politica non avrà alcun ruolo in questa partita, come invece dovrebbe essere. Subiranno le penalizzazioni maggiori i territori e i cittadini, anche perché non ho ancora sentito parlare di diritti sociali e civile da garantire, nè di fondo perequativo. Non ho nemmeno sentito parlare degli aspetti già decisi con la legge sul federalismo 42 del 2009.  

Come regione chiederete che tutto avvenga nello spirito degli articoli 116 e 119 della Costituzione e della legge 42 del 2009 sul federalismo.

Mi preoccupa la posizione che ha preso il Governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, del Pd, che spinge la Lega per chiudere questo accordo. La posizione della Campania in questo frangente, condivisa da centro sinistra e centro destra, è a tutela dei cittadini non solo campani ma di tutto il meridione. Ma soprattutto della coesione nazionale e dello spirito che si ispira alla nostra Costituzione, che rimane per fortuna ancora un grande baluardo a difesa dei diritti dei cittadini tutti.

Che conseguenze potrebbe avere la chiusura dell’accordo per il sud?

Ribadisco il mio personale auspicio affinchè non si arrivi alla chiusura di questo accordo, perché le conseguenze sarebbero pesantissime. Secondo una pre intesa, fatta dal Governo Gentiloni, a distanza di qualche tempo si passerà ai costi standard da definire in base a quello che è il gettito fiscale. Assodato che il gettito è diverso nelle varie aree d’Italia perché il Pil non è uguale dappertutto, ci troveremo di fronte a un enorme paradosso. Un cittadino di uguale reddito e di uguale condizione sociale e salute a seconda di dove vive, quindi se è milanese o napoletano, subirà un diverso trattamento, proprio perché il gettito fiscale è differente. Questo parametro che verrebbe introdotta dall’accordo, da sempre è respinto dalla Corte Costituzionale almeno fino a questo momento.

Il sud è ampiamente rappresentato oggi a livello governativo. Non vi sentite traditi?

Noi siamo convinti che chi ha preso voti a piene mani nel Mezzogiorno non può far finta di niente e dovrà difendere questo territorio, ci aspettiamo che i Deputati campani lo facciano. Se non accadrà la Regione Campania andrà fino infondo e si rivolgerà alla Consulta. Oltretutto ho visionato il video del ministro della pubblica istruzione Bussetti, in cui emergeva il suo disprezzo nei confronti degli insegnanti del Meridione. Di Maio ha detto che ora deve chiedere scusa, ma noi non vogliamo le sue scuse, non ci interessano. Noi chiediamo di essere difesi rispetto all’autonomia differenziata e non vogliamo che si sottoscriva questa intesa nei termini stabiliti. Siamo orientati alla sostanza non alle scuse formali, non ci servono a nulla.

All’ultimo Consiglio lei presentato sull’argomento un ordine del giorno che ha incassato il voto favorevole anche dei consiglieri di centrodestra  

Un ordine del giorno della maggioranza e una mozione di minoranza. Alla fine la mozione è stata ritirata e alla fine abbiamo condiviso, riformulandolo, un documento unico insieme al centro destra. In sostanza Giunta e Consiglio regionale intendono rappresentare, ai tavoli interregionali e nei momenti di confronto con il Governo nazionale, le problematiche di un tale accordo. Il regionalismo differenziato deve essere gestito con equilibrio ed equità, perché i principi ispiratori del federalismo, siano volti al miglioramento dell’efficienza amministrativa e alla salvaguardia dei residenti del Meridione.