La proposta di legge quadro sull’autonomia differenziata, basata sul principio di sussidiarietà e scritta tenendo conto anche delle obiezioni finora presentate dalle comunità locali, è “non sottoscrivibile“, secondo il governatore del Veneto, Luca Zaia. Non è bastato, dunque, inserire che le dieci città metropolitane, ovvero Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, hanno un ruolo centrale nel dialogo tra centro e periferia, al fine di stabilire quali siano i livelli essenziali delle prestazioni e i fabbisogni standard. Perché la bozza prevede anche che, se entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, i lep non sono stabiliti, le risorse vengono assegnate in base alla divisione già stabilita nella legge di bilancio in vigore.

Inviata venerdì 8 novembre alle Regioni, la proposta di legge era stata oggetto di un dibattito pubblico, intitolato “Autonomia regionale e giustizia sociale“, tenutosi a Napoli sabato 9 novembre. Alla presenza del sindaco Luigi De Magistris, il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, aveva rassicurato: “Il modello che abbiamo costruito tira dentro tutti, dagli enti locali ai cittadini napoletani”. Ritornato in queste ore sull’argomento, ha ribattuto ai primi malumori di vari governatori, affermando che “le bozze vanno discusse e non sottoscritte“.

Venerdì 15 novembre, è in programma una riunione straordinaria della Conferenza tra Stato e Regioni, alla quale sarà presente anche Boccia.