La creazione di un distretto del wedding per fronteggiare la crisi del settore, che rischia di far saltare trentamila posti di lavoro, diretti e indiretti, è il nucleo dell’idea lanciata dal ramo campano di Assocastelli, la più importante associazione italiana di proprietari e gestori di residente d’epoca e storiche, per bocca del suo console, l’imprenditore Stefano Sgueglia, proprietario, insieme alla moglie Giuseppina Martone, dei castelli di Limatola, nel beneventano, e di Rocca Cilento, nel salernitano. Si rivolge direttamente al governatore Vincenzo De Luca e all’assessore regionale al Turismo, Corrado Matera, per chiedere con una certa urgenza un tavolo di concertazione per trovare una soluzione condivisa. Sono state quattromila le cerimonie nuziali in regione nel 2019, a fronte di quattrocento dimore d’epoca che da anni aprono i battenti per ospitare ricevimenti legati alle nozze, ma anche per battesimi, cresime e altri eventi laici come la festa degli innamorati. In un report uscito nel novembre 2019 sulle rilevazioni relative all’anno precedente, l’Istat comparava le fasi storiche, evidenziando come negli ultimi quattro anni la diminuzione della primo-nuzialità si era attenuata e i livelli osservati nel 2018 superavano quelli del 2014: un risultato importante, sottolineava l’istituto di statistica, considerando che sono sempre meno numerosi i giovani in età da matrimonio. Questo trend subirà una brusca frenata, stando alle prime dichiarazioni delle associazioni attive nel settore di cerimonie e matrimoni: fioccano le disdette delle prenotazioni in tutta la regione e si fa sempre più strada l’ipotesi di un rinvio direttamente al 2021, anche in stagioni tradizionalmente meno ricche di lieti eventi. Dato l’evolversi della situazione, Sgueglia ha ricordato come un decimo della popolazione campana ogni anno sia interessata da almeno una cerimonia legata a un lieto evento. Nella stessa direzione del console campano si è mosso il presidente nazionale di Assocastelli, il barone Ivan Drogo Inglese, che sul sito ha scritto di aver presentato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali una nota per sensibilizzare il governo sulle gravi problematiche generate dall’attuale situazione all’intero patrimonio italiano. “Nel 2020 erano previsti venticinquemilioni di visitatori nelle oltre quattromila residenze italiane aperte alle visite, stima effettuata sulla base dell’esercizio 2019“, si legge sul sito dell’associazione. “Un altro duro colpo arriverà per il settore wedding. Qui erano attesi quarantamila ricevimenti nuziali, molti dei quali già prenotati, nelle dimore e residenze d’epoca e storiche italiane“.