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Sembra impossibile quando fa freddo, ricordare percettibilmente il caldo e viceversa… ma le finestre non più spalancate nell’eterno gioco del dentro fuori, ci manda le prime avvisaglie: seduti sul divano guardiamo fuori, il cielo non più denso, reso tale dalla canicola, è rarefatto dall’aria, solo gli uccelli che cercano climi più consoni alla loro sopravvivenza, lo rendono vivo e un sipario immaginario ci divide.

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I giardini si preparano al mutamento della stagione, ma loro i segnali ce li mandano, dettano l’andar del tempo: spesso per noi umani così non è, e viviamo le stagioni in modo preordinato, lavoro,vacanze,lavoro, ma la natura, invece, il cui orologio biologico è perfetto, spesso e volentieri non coincide, e così in giardino non abbiamo bisogno dei rigidi schemi, ma guardare il vivente che è in loro per ascoltarlo!

Sempre un pò restia alla grammatica dei giardini: botanica, modo di coltivazione, malattie… tutto necessario ma estremamente noioso e soprattutto fermo, cozza clamorosamente con il movimento perpetuo che in essi è contenuto: il discorso, la sintassi, o se preferite la sinfonia che desiderate ascoltare da loro: quindi musica, svuotare la mente, un divano e la briglia sciolta per immaginare in quale fiaba vorreste abitare… nel quotidiano: e di qui che nascono i giardini che emozionano (qualsivoglia terrazzo o balconcino non sfugge a queste regole).

La musica educa, insegue movimenti, li abbandona per ritrovarli, li varia, nulla è più vicino ad un giardino: piante che si ripropongono a scacchiera, si alterano, si mescolano, in un via vai di ripetizioni e arie!

Quindi il movimento porta anche a riparare in casa le piante più delicate, pensare ai bulbi da mettere a dimora, eliminare i morti, fanno parte della vita che si avvicenda, dare un ultimo concime, in modo tale che le piogge invernali lo facciano penetrare bene nel terreno.

Pensiamo alle fioriture invernali: Osmanthus, la Camelia Sasanqua ottobre-dicembre, tra l’altro unica Camelia che ci concede un esposizione in pieno sole, la Lonicera (caprifoglio) fragrantissima ci delizierà a  febbraio, e i bulbi, da spargere a piene mani, ciclamini ( a me piacciono bianchi, elegantissimi e si sposano bene con tutte  le gamme di verdi) ma non improvvisate mai, la fantasia va alimentata, sollecitata, emozionata, e parte da porti impensabili, senza tutto questo sarebbe solo una scatola vuota!

edwigemormile