L’Asilo e il suo teatro, sono da anni un punto di riferimento per le arti della scena, in città e sul territorio nazionale. Migliaia di artisti e artiste hanno attraversato e attraversano i suoi spazi nella piena libertà di creare, provare, sperimentare, sbagliare. Nascono così gli incontri e la cooperazione tra persone che danno tempo e spazio al pensiero e alla ricerca.

Da qui H-Abiti, dedicata a chi ha deciso di sviluppare all’Asilo il proprio processo creativo, riconoscendosi in una comunità teatrale viva, trasversale e accogliente che cresce, all’interno di un bene comune e collettivo, in direzione di un teatro politico che (r)accolga le istanze della realtà.
H-Abiti è un dono, offerto all’Asilo e a Napoli, da parte degli artisti e delle artiste che dall’Asilo hanno ricevuto sostegno, protezione, creatività e che sentono il bisogno di ringraziare portando in scena il proprio spettacolo nel prezioso teatro di Vico Maffei 4.
Durante l’anno il tavolo Arti della Scena si è interrogato su quali possano essere le forme di produzione e sostegno necessarie a fare dell’Asilo un cantiere di lavoro, un centro di produzione interdipendente.
H-Abiti è un primo tentativo di risposta, un’occasione di riflessione.

Mare Anarchico
Trilogia della nuda vita
II Atto: De – Siderale
sabato 8 giugno 2019 ore 21 
forma di vita Giuseppe Maria Martino
corpo pubblico Lauraluna Fanina
materia e ambiente Carmine De Mizio
morfologia Dario Postiglione
archivio filmico Armando Francesco Serrano
strategia, rete, diffusione Sara Formisano/Rosaria Vincelli
in coproduzione con L’Asilo
in collaborazione con Bassai Dai
Progetto Vincitore del bando di Ricerca Permanente presso Teatro Studio Uno.
De-Siderale
Nel febbraio 2017 un giovane friulano, Michele, si uccide a trent’anni, lasciando una lettera che è stata letta come l’atto d’accusa di una generazione contro una “realtà sbagliata”, da cui “non si può pretendere niente”. Il suicidio è rivendicato come un atto di libertà, e dunque un atto politico: “il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare”. Siamo partiti da qui, ma non per indagare la vicenda personale del Michele che ci è stato consegnato dalla cronaca, quanto piuttosto per fissare lo sguardo su ciò che di quella lettera, di quell’atto, ci appartiene in quanto generazione.
In scena, una Madre ripercorre ritualmente la vita di suo figlio Michele, morto suicida a soli trent’anni. Intorno alla vicenda gravitano una serie di personaggi – vicini, conoscenti, giornalisti, psicologi da talk show. Ognuno di loro è diversamente coinvolto o interpellato a dire la sua, a interpretare o “normalizzare” il gesto del suicida, fino al momento del funerale.

All’Asilo Filangieri di Napoli (vico Maffei 4 – S. Gregorio Armeno) i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. È gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo, dell’arte e della cultura per portare avanti la sperimentazione politica, giuridica e culturale avviata all’Asilo.