“Da piccolo volevo fare il poeta, e presto cominciai a scrivere poesie. Certo lo feci per spirito di pura emulazione; molto probabilmente, se mio padre fosse stato un falegname, avrei cominciato a piallare il legno”. Così racconta la sua iniziazione alla poesia Bernardo Bertolucci: suo padre Attilio è stato una figura di spicco nel panorama letterario del ‘900. Ma è stato anche un apprezzato critico cinematografico, e forse è a questa seconda attività del padre che Bernardo deve anche la sua passione per il cinema…
A meno di due mesi dalla scomparsa del cineasta di Ultimo tango a Parigi e Novecento, l’Asilo torna a ricordarlo, dopo l’8 dicembre scorso, con una serata in compagnia di Donatella Baglivo. L’autrice ha realizzato nel 2000 un documentario con Bertolucci, una lunga intervista intima nella quale il regista ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera e della sua vita, senza porre filtri tra l’una e l’altra. Una disposizione singolare per un autore che ha sempre mostrato estrema riservatezza sulla sua vita “fuori dal set”, e che consente l’emersione di confidenze inedite che gettano nuova luce sulla sua stessa opera di cineasta.
Come quando ricorda la sua precoce carriera di spettatore cinematografico: “La prima giovinezza l’ho vissuta in campagna, dove sono rimasto con i miei fino all’età di dodici anni. In seguito, io e la mia famiglia ci siamo stabiliti a Parma, città che per me rappresentava un universo tutto nuovo, reso magico dalla presenza del cinema. Quasi ogni settimana andavo a vedere un nuovo film, possibilmente un western, poiché era un genere che io amavo tanto”.
E il giovane Bernardo resta uno spettatore fino all’età di vent’anni, 1961, quando Pier Paolo Pasolini gli propone l’incarico di aiuto regista per il suo primo film, Accattone. “Pier Paolo era un amico di famiglia e frequentava spesso casa mia. Ancora ricordo l’emozione che provai quando mi chiese di aiutarlo. Risposi che non sapevo nulla di come si facesse un film e lui, con grande naturalezza, mi disse di essere esattamente nella stessa situazione. Così, almeno, eravamo in due”.
La proiezione di Bernardo Bertolucci. Metamorfosi di un poeta sarà presentata in sala dall’autrice e sarà preceduta dalla proiezione de La commare secca, opera d’esordio di Bertolucci appena 20enne, a partire da una sceneggiatura di Pier Paolo Pasolini.

Sabato 2 febbraio dalle ore 18 

ore 18 proiezione di LA COMMARE SECCA
di Bernardo Bertolucci
(Italia, 1962, 88’)

ore 20 incontro con DONATELLA BAGLIVO

a seguire proiezione di
BERNARDO BERTOLUCCI. METAMORFOSI DI UN POETA
di Donatella Baglivo
(Italia, 2000, 95’)

Gli incontri, come tutte le iniziative all’Asilo, sono ad ingresso libero. È gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo e dell’immateriale per produrre arte e cultura.

Ex Asilo Filangieri – vico Maffei 4, Napoli