Allah Loves Equality è un docu-film italiano indipendente incentrato sulla comunità LGBT+ pakistana, è stato promosso dall’associazione Il Grande Colibrì, ha goduto del patrocinio di Amnesty International ed è stato presentato per la prima volta in anteprima il 28 aprile 2019 al Lovers Film Festival di Torino.

Giovedì 24 ottobre 2019 ore 15:00 | l’Asilo

Insieme al documentario è stato realizzato un libro, edito da Tam Editore, dove viene data una spiegazione teologica su come le religioni abramitiche considerino l’omosessualità maschile e femminile e vengono spiegate le vicissitudini produttive del film, il viaggio in Pakistan e le impressioni dei produttori sull’esperienza.

Allah Loves Equality, originariamente una campagna di sensibilizzazione creata dall’attivista pakistano Wajahat Abbas Kazmi, ha avuto una particolare risonanza mediatica durante l’iter di approvazione italiana delle unioni civili. Essa, legata al fatto che si possa essere sia omosessuali che musulmani, ha generato molte critiche da parte di chi vedeva questi due aspetti inconciliabili. Per far fronte a queste critiche l’autore della campagna e altri collaboratori, grazie a due raccolte crowdfunding, hanno deciso di realizzare un documentario sulle persone LGBT+ che vivono nella Repubblica islamica del Pakistan, uno dei paesi a maggioranza musulmana dotato di una delle legislazioni più repressive in materia di omosessualità.

L’opera mostra, attraverso interviste e scene di vita quotidiana, la situazione dei diritti delle minoranze sessuali nel paese, quali sono gli atteggiamenti sociali nei loro confronti e come la comunità LGBT+ affronta il problema dell’HIV in un luogo dove vige una forte mentalità sessuofobica.

Per la prima volta vere coppie omosessuali hanno deciso di mostrarsi pubblicamente e di raccontare la propria storia al mondo. Anche molte persone transgender, da coloro che lavorano come sex workers a chi sta combattendo per combattere l’HIV nella comunità, si sono raccontate apertamente. Inoltre, nella realizzazione del documentario, si sono toccati con mano i rischi che la retorica fondamentalista fa correre a chi vive la propria identità sessuale senza nascondersi e per questo è considerato immorale e blasfemo.

All’Ex Asilo Filangieri in vico Giuseppe Maffei 4 (via San Gregorio Armeno) i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. E’ gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere delle spese minime e a dotare gli spazi comuni dell’Asilo dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo e dell’immateriale per produrre arte e cultura.