La Commissione Europea e l’Europarlamento hanno cominciato nel gennaio del 2018 la battaglia contro le fake news: la strategia è duplice, da una parte una commissione di 39 esperti incaricati di dare una definizione legale stringente su cosa siano le notizie false o le bufale che affollano il web e la stampa classica, dall’altra parte progetti di alfabetizzazione digitale che permettano di identificare le piattaforme che non ricorrono ad una corretta bibliografia delle fonti. La necessità, dice Mariya Gabriel commissaria europea per le società digitali, nasce da una messa in discussione delle democrazia stessa da parte delle fake news. Le fake news minacciano, dunque, le democrazie europee ed è quindi compito degli attori principali delle democrazie, i popoli che abitano i territori europei, dotarsi di strumenti di difesa.
Come garantire altresì la libertà di stampa senza costruire black list che somiglino a strumenti di censura diffusa? 
I singoli Paesi quali armi hanno per orientarsi in un mondo super inflazionato di informazioni e false notizie?
Certamente la Ricerca e la Divulgazione rappresentano un eccezionale servizio che istituti pubblici e stampa possono fornire al Paese e a quei cittadini che contribuiscono al loro finanziamento. Una discussione con i ricercatori, le istituzioni e la stampa specializzata è dunque più urgente e calzante che mai nella storia recente; la conoscenza e l’informazione al pubblico devono procedere di pari passo senza lasciare vuoti comunicativi in cui si inseriscono le peggiori forme di distorsione della realtà che arrivano a modificare i nostri comportamenti quotidiani. Non meno, nelle Città metropolitane in cui viviamo è necessario avere strumenti di partecipazione che siano volti alla diffusione e alla discussione su temi di rilevanza locale: per la Campania si consideri le milioni di informazioni passate sulla Terra dei Fuochi o sulle bonifiche a Bagnoli. Sicuramente sono necessarie Commissioni di esperti a livello nazionale come proposto dal dr. Defez nel suo ultimo libro, “Scoperta”, ma anche consulte cittadine istituzionali dove i cittadini possano interrogare direttamente figure competenti nei diversi settori produttivi della città. Questa Consulta potrà essere anche un modo per i ricercatori stessi di conferire con scansione temporale costante i maggiori risultati interessanti per la città oppure su questioni spinose che nascono sui media: inceneritori, impianti di compostaggio, piani traffico, inquinamento delle acque o atmosferico. Uno strumento di partecipazione pubblica che porti la discussione scientifica su livelli di comprensione generale al fine di consentire un regolare esercizio della democrazia.

Di tutti questi temi parleremo il 12 maggio alle ore 18:30 presso l’ex Asilo Filangieri dove ospiteremo Ricercatori, Istituzioni comunali e stampa specializzata ad una discussione pubblica dal titolo: Un-fake news: Ricerca e Divulgazione al servizio del Paese. Prima della discussione ci sarà la conferenza stampa di presentazione della manifestazione Pint of Science – evento di divulgazione fatta dai ricercatori nei luoghi di socialità – che si terrà in 3 città dell’area metropolitana: Napoli, Pompei e Pozzuoli dal 14 al 16 maggio in 7 locali diversi.

All’Ex Asilo Filangieri in vico Giuseppe Maffei 4 (via San Gregorio Armeno) i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. E’ gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere delle spese minime e a dotare gli spazi comuni dell’Asilo dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo e dell’immateriale per produrre arte e cultura.