Apprendiamo con sollievo la notizia della scarcerazione delle tre persone arrestate la sera del 14 giugno a piazza Bellini. Quanto accaduto non nasce a caso. È il frutto di un clima di tensione generato in questi mesi dal richiamo a politiche securitarie, che criminalizzano la ripresa della vita della città e di cui sono vittime gli individui e le collettività, con le stesse Forze dell’Ordine che si trovano a dover gestire campi di azione diversi e imprevedibili“. Si apre così la nota diffusa qualche ora fa da Dema, il movimento politico fondato dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che si è espresso sul rilascio dei tre esponenti del centro sociale Insurgencia, arrestati tre giorni fa in pieno centro storico durante un controllo della Polizia. L’attacco, diretto, è rivolto al governatore Vincenzo De Luca, reo di aver instaurato “un clima da caccia al colpevole“, sostenuto, sempre secondo il movimento, da “strumenti di propaganda mediatica che hanno riportato tutto nei termini di una campagna che si è concentrata sulla “movida”“.

Abbiamo assistito, già prima della Fase 2, a toni intrisi di aggressività e criminalizzazione di comportamenti individuali. A minacce di durature sospensioni delle libertà costituzionali, propagandate come stato di eccezione.​​Ancora, abbiamo assistito, durante la Fase 2, a un continuo e insistente richiamo a politiche di repressione e alla costruzione di un brutto clima in città. A ordinanze e decreti tesi a sopraffare l’autonomia comunale nella gestione del territorio” prosegue il comunicato. Tuttavia, per dovere di cronaca, va ricordato che sulla questione dei provvedimenti, è intervenuto il Tribunale Amministrativo Regionale invalidando ben due ordinanze sindacali: la numero 248, su richiesta della Regione Campania, e la numero 249, impugnata da un comitato cittadino.

L’attenzione di Dema, poi, si sposta su quello che d’ora in avanti sarà il fulcro della Fase 3: “Il tema è la ripartenza, dopo aver assistito a un tracollo economico, a un’interruzione dei flussi turistici, a un indebolimento complessivo delle fasce sociali. demA ritiene che tutti oggi debbano collaborare alla rinascita della città, evitando inutili conflitti“. L’invito, dunque, è di una maggiore sinergia istituzionale tra gli enti locali, chiamati a dare risposte dirette ai territori.

La conclusione, è interamente dedicata all’episodio accaduto tre giorni fa: “è l’immagine del lanciafiamme contro la vitalità della città. Le istituzioni tutte si devono far carico di questo clima.Il movimento demA, auspica che si faccia quanto prima chiarezza. Riteniamo sbagliate e pericolose le decisioni di restringere gli spazi di agibilità della nostra città, così come siamo preoccupati di un clima di contrapposizione tra cittadini e forze di polizia che invece insieme devono affrontare un periodo così difficile nel bene comune della nostra città“.

Nel frattempo, in attesa di un’eventuale replica di Vincenzo De Luca, di ufficiale c’è anche la versione della Questura, che come noto, si è espressa con toni molto duri sui fatti di piazza Bellini. “Gli operatori delle Volanti hanno gestito la situazione con equilibrio, a fronte di un inaccettabile comportamento aggressivo e minaccioso di decine di persone” ha dichiarato il questore Alessandro Giuliano. Nella nota diffusa successivamente, il bilancio contava “un funzionario di polizia e altri 11 operatori che hanno riportato contusioni e traumi con prognosi da 3 a 17 giorni mentre cinque volanti sono state danneggiate“. Racconto, che differisce totalmente da quello offerto dai centri sociali Mezzocannone Occupato e Insurgencia, che ieri sera si sono riuniti proprio davanti alla sede della Questura per protestare contro l’operato della polizia. Alla manifestazione, ha partecipato anche l’assessore alla cultura Eleonora De Majo.