Maggioranza si, maggioranza no. Da mesi nelle stanze di Palazzo San Giacomo riecheggia un ritornello intonato da un seguito di spettri che mettono paura a De Magistris. La sensazione di cadere nel vuoto tipica degli incubi, sembra materializzarsi per l’ex pm a ridosso di ogni seduta consiliare: collassare sulla propria maggioranza sfilacciata e concludere anzitempo l’esperienza decennale al timone di Napoli. Paura, oggi, più concreta che mai, con un bilancio da approvare in gran ritardo e una città da gestire messa a soqquadro dal Covid-19. Eppure, qualche sfumatura politica degli ultimi tempi, suggerirebbe che lo spettro del commissariamento potrebbe esser tale anche per chi della maggioranza di Dema non fa parte.

Già stamattina, nella seduta da remoto utile ad approvare il documento unico di programmazione, la paura è tornata a bussare alle porte del sindaco: il numero legale non c’è, tutto rimandato. Niente di irreparabile però: una seduta interlocutoria che balza alla cronaca soprattutto per l’addio di Mara Carfagna (Forza Italia), dimissionaria da consigliere per ottemperare al meglio agli obblighi da parlamentare, che lascia spazio ad Armando Coppola, primo dei non eletti dopo la prematura scomparsa di Umberto Minopoli. Un tappeto rosso di complimenti e ringraziamenti alla berlusconiana, “sempre intervenuta in modo documentato per dare in contributo con competenza. Non farà mancare la vicinanza alla nostra città” è stato sistemato per bene da De Magistris, che forse sente odore di salvezza. Coppola potrebbe infatti rimpolpare quel gruppo stampella di consiglieri che negli ultimi mesi ha tenuto in piedi il barcollante sindaco: Marco Nonno (Fd’I), Anna Ulleto (Iv), Domenico Plamieri (misto) e Salvatore Guangi (Fi). Tre indizi si sa, fanno una prova: “l’amministrazione ha intavolato discorsi con singoli consiglieri. Mi fido di Guangi, ma non sono nella sua testa” dice sibillino il capogruppo azzurro Stanisalo Lanzotti, che stamattina ha diffuso un comunicato congiunto di alcuni consiglieri d’opposizione nel quale l’amministrazione veniva invitata a ritirarsi. Tra le tante firme presenti in calce, strana coincidenza, mancavano proprio quelle di Guangi, Palmieri e Ulleto, dei quali sottolinea “il grande senso di responsabilità avuto in passatoMario Coppeto di Napoli in comune a sinistra. La partita però, potrebbe estendersi ancora di più, travalicare i confini ideali del Maschio Angioino, e riguardare anche gli asset delle municipalizzate (Napoli Holding, ABC, Anm, Asia).

Dire che la resa dei conti avverrà nei prossimi giorni, nelle sedute da remoto, è evidente. Altrettanto palese, è che la svolta de facto, nascerà nel dietro le quinte e a microfoni spenti. Le circostanze impongono alla maggioranza di auspicare unità di intenti con l’opposizione; all’opposizione la dialettica politica chiede di confermare il suo antagonismo. Al centro, apparentemente nascosto, l’obiettivo comune di non aprire le porte al commissario prefettizio.