Connettere i puntini” è il nome che è stato dato al progetto voluto da GenPol (Gender &Policy Insights), Cambridge Centre for Social Innovation, La Cooperativa sociale Giancarlo Siani e ALFI-Associazione Lesbica Femminista Italiana che hanno riunito 25 associazioni per partecipare a tre incontri con il fine ultimo di fare formazione su questioni di genere, antimafia e tematiche ambientali.

“La seconda finalità – afferma Chiara PiccoliPresidente di Alfi – è promuovere e consolidare sinergie tra realtà locali, nazionali e internazionali impegnate a sostegno di queste varie cause, stimolando soprattutto il coinvolgimento giovanile nelle regioni dell’Italia meridionale. Siamo felici che, nel corso della giornata, attiviste e attivisti con alle spalle storie, esperienze e movimenti sociali diversi, si siano incontrati e abbiano avviato un dialogo costruttivo”.

L’incontro si è tenuto nella Biblioteca Storica della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell’Università Federico II di Napoli.

Una vera e propria call-to-action partita da Napoli alla quale hanno risposto, tra le altre, Associazione Antigone, Cooperativa Lazzarelle, Associazione Trerrote, Associazione Maestri di Strada, Rain Arcigay Caserta, Associazione Apple Pie: l’amore merita LGBT+, Associazione Dream Team – Donne in rete, Arcigay “Antinoo” Napoli, Consulta pari opportunità del Comune di Portici, Spazio Donna, Associazione Nostos Teatro, Associazione Mani Tese Campania, Arci Ragazzi Portici Collettivo Lgbtqi* Napoli, oltre ad esponenti del movimento per i beni comuni e per la finanza etica.

Il progetto nasce, quindi, per sensibilizzare gruppi e individui attivi nel sociale, nella promozione culturale e nella tutela dell’ambiente in territori a forte presenza mafiosa rispetto a questioni legate ai diritti delle donne, ai diritti LGBTQ+ e alla violenza di genere. Ha rappresentato un passo importante, un passo che si prodiga a creare un percorso comune per formare quella parte d’Italia ancorata a preconcetti e pregiudizi.

“Il progetto parte dall’idea che le battaglie di giustizia sociale, a cominciare da quelle per l’emancipazione femminile e i diritti civili e dalle lotte di liberazione dal giogo mafioso, siano inscindibilmente legate – afferma Lilia Giugni, ricercatrice all’Università di Cambridgedirettrice del think tank GenPol – Gender & Policy Insights. – Si tratta di connettere i puntini, da cui il titolo del progetto. Auspichiamo che il nostro primo meeting rappresenti un volano per nuove connessioni con ulteriori realtà del Sud Italia”.