ANTICHI MESTIERI di NAPOLI: ‘A CAPERA

Nell’elenco degli “Antichi Mestieri”,
riportato da Giulio Mendozza, ‘a capera
è definita come una figura caratteristica
che “pettinava con particolare maestria le donne che si affidavano alle sue cure”. Il suo era un lavoro addirittura faticoso, tenendo conto delle abbondanti capigliature di una volta e delle trecce che venivano raccolte nei
famosi “tuppi“.

CAPERA
La capera girava di casa in casa e possedeva, oltre all’abilita nell’ acconciare le donne, un’altra caratteristica che la rese famosa: il raccontare fatti altrui, spesso con aneddoti piccanti. Era la “pettegola del quartiere” per antonomasia e andava in giro raccontando quelle che avrebbero dovuto essere notizie segrete.
Anche in “Aneddoti Cultura e Tradizione
Napoletana” la capera viene descritta nella sua duplice attivita’ di pettinatrice e informatrice.
Da un lato, si parla di lei come una abile creatrice di “appariscenti pettinature e tagli all’ultima moda” , in grado di dare anche consigli per il trucco.

CAPERA

Vengono anche elencati i suoi strumenti di lavoro: forbici e pettini,
forcine di osso e di tartaruga e delle
pinze che, scaldate, servivano a ondulare i capelli.
Dall’alto, viene evidenziato quell’aspetto particolare del suo lavoro che consisteva nell’ intrattenere le clienti con pettegolezzi raccolti qua e là e per questo era considerata la “pettegola del quartiere”.

Fernanda Zuppini