Antichi Mestieri di Napoli: i venditori di frutta e verdura

Alcuni dei venditori ambulanti che ancora si vedono girare per i vicoli di Napoli o nei paesi hanno un’origine molto antica e vengono fatti risalire dalla tradizione addirittura al Seicento e Settecento, quando Napoli brulicava di personaggi strani e fantasiosi che giravano per i vicoli della città o in periferia , a piedi , o con dei carretti tirati da un cavallo e,
dall’Ottocento in poi , con la bicicletta che divenne uno dei mezzi più usati, fino ad arrivare ai furgoncini motorizzati o a veri e propri camion di tutte le dimensioni , che oggi vediamo nelle aree periferiche o lungo le strade provinciali, carichi di FRUTTA e VERDURA , prodotti che una volta costituivano una sola specializzazione e venivano venduti singolarmente.
Dalla vendita di singoli prodotti agricoli, ebbero origine le varie figure
del MELLUNARO, del CEUZARO, del FRAULARO , dei venditori di Sementi come il SEMMENTARO, il NUCELLARO, il LUPINARO
( che troviamo elencati nel sito “Tony’s space”, in un settore dedicato agli Antichi Mestieri, tra quelli ancora in uso intorno agli anni Cinquanta).
Oltre ai venditori di Frutta , presenti fino al dopoguerra, si vedevano poi i vari venditori ambulanti di Ortaggi , tra cui il PATANARO e il CIPOLLARO.

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‘O MELLUNARO
Durante il periodo estivo era molto frequente vedere in giro ( come si legge in “Tonys space”) dei “venditori di meloni rossi”, attrezzati con dei tricicli .
“Tenghe e mellune chiene e fuoche”, richiamava la gente gridando il mellunaro di una volta, che andava in giro vendendo “singole fette di melone, tenute al fresco su pezzi di ghiaccio”.
In autunno vendeva invece “mellune e pane” , oppure i meloni “a scorza verde, fatti per appendere fuori ai balconi e mantenerli fino a Natale”.

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‘O CEUZARO
Era il ” venditore delle more di gelso” bianche e nere , dette in napoletano CEUZE ( o Cenze)
Il ceuzaro era in genere un coltivatore o anche una persona che raccoglieva le MORE dei rovi che si trovavano sul suo terreno o in giro per la campagna e, dopo averle messe in un cesto, passava per le
strade di buon mattino, vendendole a peso.
Si trattava una volta di “frutti selvatici ” molto dolce e , come diceva il ceuzaro , “quelle nere hanno un succo rosso come il sangue”.
Questo personaggio, dal tipico abbigliamento paesano, attirava la folla con delle urla colorite e divertenti come “Ceuze annevate” perché , raccogliendole al mattino molto presto “spesso , queste venivano vendute ancora ricoperte con un sottile strato di brina “.

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‘O FRAULARO
Questo venditore ambulante (come citato in “Tony’s space”) “una volta, dalla primavera fino all’inizio dell’estate …girava per la citta’
vendendo le FRAGOLE che raccoglieva nelle campagne di periferia “, soprattutto in una località che si chiamava Afragola dove, si dice, la coltivazione delle fragole fosse praticata fino dal IV – III sec. a.C.

‘O SEMMENTARO
Era colui che vendeva ‘E SEMIENTE , cioè i semi di ZUCCA, insieme ad altri tipi di semi e frutta secca.
Fino a qualche tempo fa , era frequente, specie di domenica, veder passare questa figura che, al grido di “spassateve ‘o tempo! ” , vendeva un misto di FRUTTA SECCA , da consumarsi a fine pasto, appunto per “passare il tempo” e trattenersi a tavola più a lungo insieme alla famiglia riunita.

‘O NUCELLARO
Era il venditore di NOCI, MANDORLE, NOCCIOLE, ARACHIDI.

‘O LUPINARO
Era il venditore di LUPINI , i cui semi faceva macerare in acqua salata.

‘O PATANARO
Ancora oggi si può vedere in giro qualche triciclo, guidato dal patanaro, che vende solo PATATE e strilla “Tenghe ‘e patane p’ ‘e panzarotte.

‘O CIPOLLARO
Una strana figura che gira con trecce di CIPOLLE e AGLIO appese intorno al collo !

Fernanda Zuppini