Fin dal primo secolo a.C. nella Napoli al di fuori delle mura di recinzione, si celebravano culti pagani i “baccanali” menzionati già da Petronio Arbitro nel suo “Satyricon“. Questi riti venivano celebrati in onore del dio Priapo nella zona adiacente Crypta Neapolitana, chiamata anche grotta di Pozzuoli o grotta Posillipo, una galleria scavata grossolanamente in epoca romana nella collina di Posillipo. In questa galleria veniva celebrata anche Maria Vergine nel III secolo d.C. dove si aggiungeva quella di Maria Oditrigia della quale scrisse anche il Petrarca.

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In contemporanea al culto dell’Itria queste celebrazioni andarono avanti finché non si costruì nel 1207 una cappella nello stesso punto dove, la leggenda narra, apparve la Madonna a tre religiosi, ma la realtà delle testimonianze accennano alla traslazione della reliquie Santa Giuliana e Massimo da Cuma. Il maremoto distrusse la cappella, 10 anni dopo fu’ ricostruito il Santuario De Pedi Grotta, che con il tempo diventò il punto di devozione del borgo marinaro e della festa fissata l’8 settembre giorno della nascita di Maria.

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Nel 1487 il cronista Leostello accenna ad una festa di Santa Maria della Grotta tra il 7 e l’8 settembre e che segnò la vera data della festa. Si accendevano luci ovunque per ufficializzare l’inizio della festa e chi aveva un balcone, gli era richiesto di illuminarlo di sera. Carlo III decise di trasformare il già esistente carnevale nella festa di Piedigrotta, ma non mutò l’abbuffata pomeridiana ereditata dal carnevale che prevedeva un menù tipico con parmigiana di melanzane, polli arrostiti, mele cotogne e tanto altro… Nel mentre, si approfittava per far sfilare 20 ragazze sorteggiate in età da marito dette zite che ricevevano una dote dal sovrano.

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I carri erano rappresentati da personaggi storici napoletani quali Masaniello, S. Gennaro, Pulcinella e tanti altri, arrivati a piazza Municipio s’inchinavano come di rito, ed alla fine, il carro veniva saccheggiato e distrutto. L’8 settembre del 1859 ci fu l’ultima parata dei Borboni con 33 squadre d’assalto, 121 cannonate e 47 battaglioni.

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Nel corso degli anni la festa venne arricchita con sfilate in carrozza, lampade con luce elettrica, canto delle opere liriche. Nel 1937 si svolsero anche delle manifestazioni ginniche. Nel 1952 fu organizzato il Festival della Canzone Napoletana che andò avanti fino agli anni ’70.

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Dopo l’iniziativa di Benedetto Casillo, una rappresentazione teatrale in tre atti (Napoli more,’ A valigia ‘e cartone e Santa Lucia luntana), nel 1982 Piedigrotta fu sospesa per mancanza di fondi che servirono per i terremotati. Solo le sfilate con i carri continuarono per altri due anni… ed ora ben poco rimane, oltre alle celebrazioni liturgiche in onore della Madonna di Piedigrotta.

Emanuela Genta

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