Dopo il tentativo (fallito) di dismettere quattro tram storici degli anni ’30, Anm sembra essere incappata in un altro scivolone. Solo qualche giorno fa infatti, è stata pubblicata una manifestazione di interesse per la vendita di 10 unità di trazione della Linea 1 Metropolitana – attualmente fermi nel deposito di Piscinola. Il fatto increscioso, riguarderebbe cinque di queste, che risultano fuori servizio “causa debito manutentivo”. La cifra di vendita stabilita per ognuna, infatti, si attesta sui 250mila euro, un prezzo lontanissimo da quello pensato per le altre cinque (18mila euro ognuna), che non sono marcianti. Detto altrimenti: per fare cassa, Anm ha deciso di vendere mezzi ancora fruibili.

La domanda ci sorge spontanea – spiegano in comunicato a quattro mani i consiglieri comunali 5 Stelle Matteo Brambilla e Marta Matanocon un servizio pubblico ridotto al lumicino, l’azienda di trasporto pubblico decide di ridurre ulteriormente il parco delle unità di trazione linea 1, con la conseguenza che ci saranno sempre meno convogli a disposizione degli utenti, con aumento esponenziale della possibilità di fermi linea in seguito a guasto sulle ormai pochissime unità di trazione disponibili. In tutti questi anni si è lasciato che il parco convogli linea 1 si riducesse drasticamente, senza investimenti sulla manutenzione ordinaria e straordinaria, aspettando solamente l’arrivo dei nuovi elettrotreni, che non avverrà a breve: come intende garantire un trasporto pubblico degno della terza città d’Italia, questa Amministrazione?“.

E nel frattempo la città aspetta ancora che almeno 3 dei 19 convogli acquistati dalla Spagna per 190 milioni di euro rimpolpino le corse quotidiane, soprattutto dopo la parziale riaperture delle scuole. Le stime iniziali dell’Assessore al trasporto Marco Gaudini e dell’Amministratore Unico Nicola Pascale prevedevano l’immissione su rotaia già a febbraio, che poi è slittata ad aprile – mese in corso.