Per il 43% dei campani l’animale domestico deve essere trattato come un membro della famiglia. Tutti d’accordo sul dare maggiori sanzioni a chi li abbandona o li maltratta.

Le vacanze sono alle porte e, come ogni anno, si avvicina il momento critico dell’organizzazione del viaggio in compagnia di un animale domestico. Sembra tuttavia, che i campani abbiano molto a cuore i propri animali domestici, a tal punto che più della metà (64%) è convinta che il proprio compagno a quattro zampe andrebbe portato con sé in vacanza, e solo il 14% lo affiderebbe a parenti e amici. L’8%, infine, lo lascerebbe in una pensione per animali. Il legame è così forte da considerarli membri effettivi della famiglia (43%), per il 25% rappresentano una compagnia, un altro 21% vede in loro invece un amico fidato.

L’argomento coinvolge l’Italia intera: secondo i dati Eurispes raccolti nel Rapporto Italia 2016, almeno la metà degli italiani accudisce qualche animale da compagnia. Tuttavia non è tutto rose e fiori come sembra: secondo la LAV si stima che ogni anno in Italia siano abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, più dell’80% dei quali rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti.

Emerge tuttavia dalla ricerca una forte solidarietà nei confronti degli animali, specialmente quando si parla di sanzioni: secondo la quasi totalità dei campani (86%), le leggi che rendono reati l’abbandono e il maltrattamento degli animali non solo sono giuste, ma dovrebbero addirittura essere più severe.

Molti intervistati della regione sono però d’accordo nell’affermare che un animale domestico, sia a casa che in vacanza, richiede impegno e attenzioni particolari: se per il 35% potrebbe limitare la propria libertà, il 38% teme che possa fare del male alle persone, ma c’è anche chi ha paura che scappi (35%) o che provochi danni alle cose (29%).

Per evitare tutto ciò, i campani corrono ai ripari tenendo l’animale sempre sotto controllo (35%), o, nei casi più difficili, facendolo educare da esperti (23%). Un altro 15%, infine, stipula una polizza assicurativa per tutelarsi dai danni che l’animale potrebbe causare agli altri.

 

Se i campani sanno come tenere a bada i comportamenti dei loro fedeli compagni, pare non sia così nei confronti dei loro simili. Secondo la ricerca, il 32% degli intervistati ha dichiarato che gli esercizi pubblici che non ammettono animali al loro interno fanno bene, ma non per motivi di igiene o perché potrebbero dare fastidio: il motivo principale è il comportamento dei loro padroni, che spesso non hanno rispetto per le altre persone.

 

1 Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2016 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.