Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Piedi, Amore e Ironia

Dalle prime settimane di caldo, e di abbigliamento estivo, i sandaletti diventano il prolungamento naturale dei miei piedi: mai più scarpe chiuse, anche in caso di brusco temporale effetto tropici, e una perfetta simbiosi tra arto e calzatura che li rende indissolubili. Imparano a conoscere asperità e punti deboli, gli uni degli altri, si sopportano, si completano, sono solidali, si sentono reciprocamente funzionali.

Tale sintonia non avviene però immediatamente ma, come ho detto, dopo un certo tempo; all’inizio, anzi, è una vera e propria tragedia! Il dramma si identifica con una parola: morsicature. L’evoluzione del dramma si esplicita con un altro termine: vesciche. Da queste a cerotti-spray all’argento-medicazioni-piedi lazzariati, il passo è brevissimo. Liberarmi dal male, quando rientro a casa, mi procura un sollievo di entità senza misura: camminare a piedi nudi sul pavimento riporta pensieri gai nella mia mente, il sorriso lieve sul volto e sogni di un domani da carmelitana scalza.

In questa prima fase, affino l’arte di indossare, giorno dopo giorno, calzature con cinturino, fasce o laccetti che si vadano a posizione negli spazi non lacerati, in modo da dare tempo e ossigeno, ai punti colpiti, di risanarsi, fino a un momento in cui, come per incanto, riesco a usare tutti i modelli che possiedo senza provare più alcun dolore. È un istante, questo, di sublime beatitudine, al cui confronto l’estasi dei santi non è nulla. Giungo così fino a ottobre inoltrato, con i piedi all’aria, che respirano talmente allegramente che non vogliono proprio sentir ragioni di rientrare in sneakers, décolleté o stivali. Loro sono felici e leggeri, più simili ad ali che mi conducono veloci di qui e di là che a delle estremità che mi ancorano a terra.

In passato, però, e per lungo tempo, me ne sono vergognata, tanto da tenerli sempre coperti, anche con 40 gradi all’ombra. Perfino per andare in spiaggia preferivo scarpe chiuse, e l’unico momento in cui giocoforza dovevo trovare il coraggio di palesarli, era quando mi liberavo di tutto e rimanevo in costume… ma mi imbarazzavano!

È stato insomma un innamoramento lento ma in crescendo, fino a diventare amore solido, fatto di accettazione e di riconoscenza: sono imperfetti e tormentati ma sempre attivi e pure simpatici. Rispecchiano la mia anima.

Luciana Pennino

“Date a una ragazza le scarpe giuste, e conquisterà il mondo.” (Marilyn Monroe)

A proposito dell'autore

Luciana Pennino

Il mondo e la gente mi incuriosiscono assai. Sono "leggera" nella scrittura e mi diverto nel fare ciò che mi appassiona. Penso che nulla sia più disarmante della gentilezza. Il mio esordio, nel 2017, è stato con "Primule fuori stagione" (Iuppiter Edizioni). Per Napoliflash24 pubblico settimanalmente i "Pezzulli" e curo le rubriche di interviste "La Bellezza salverà Napoli" e "Tips for Startuppers".

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