Di anni ne sono passati, 31 per l’esattezza, ed i ricordi e le immagini sono quelle di un altro calcio, un calcio che non c’è più. Era il 16 aprile così come oggi ed il Napoli che in campionato aveva quasi subito ceduto il passo alle rivali e soprattutto all’Inter dei record, faceva visita alla Fiorentina in quello che rappresentava una sorta di test in vista della ben più importante sfida di semifinale di ritorno della prestigiosa Coppa Uefa dove gli azzurri in terra bavarese avrebbero dovuto difendere il prezioso 2-0 del San Paolo. Altro calcio dicevamo, eh sì, rose cortissime se consideriamo quelle attuali e panchina con soltanto 5 elementi; quel pomeriggio, inizialmente, tra quei 5 con la maglia del Napoli (bianca per l’occasione) seduti accanto ad Ottavio Bianchi c’era anche il Dio del calcio.

Nostalgia ed anche tristezza nel vedere quelle immagini, in quella sfida c’erano ad esempio ragazzi strappati troppo presto ed in maniera brutale alla vita: Enrico Cucchi, centrocampista viola dal gran tiro sconfitto da un melanoma all’età di 31 anni addirittura, Stefano Borgonovo attaccante che probabilmente ha raccolto meno di quanto avesse meritato, ridotto alla totale immobilità da quella tremenda malattia chiamata SLA che lo ha portato via a 49 anni e Giuliano Giuliani, scomparso a 38 anni a causa del virus HIV. Ma torniamo al rettangolo di gioco; il Napoli la sbloccava dopo 25 minuti grazie ad un capolavoro di Careca su punizione, il brasiliano colpiva all’incrocio con la sfera che andava a battere prima sul palo e poi finiva alle spalle dell’incolpevole Pellicanò. Sul finire della prima frazione però i viola trovavano il gol del pareggio grazie ad un colpo di testa in tuffo ad incrociare, su un cross proveniente dalla sinistra, di Davide Pellegrini (lo stesso che un anno dopo con lo splendido pallonetto mancino condannò il Milan alla sconfitta a Verona consegnando di fatto lo Scudetto al Napoli!); Bianchi all’intervallo decideva per il doppio cambio, fuori Carannante e Ciccio Romano, dentro Bigliardi e Diego. Il fuoriclasse argentino naturalmente aggiungeva tanto a quella squadra che però quel pomeriggio aveva un altro protagonista indiscusso, Andrea Carnevale; l’attaccante di Latina prima al minuto 53 scambiava in maniera esemplare con Careca per poi mandare al bar Bosco con una finta e piazzare il sinistro nel sacco per il nuovo vantaggio azzurro, poi faceva tutto da solo al 70′ con un’azione personale iniziata prima del centrocampo e finalizzata con un altro beffardo sinistro al culmine di un duello tutto forza a scapito ancora del povero Bosco. La partita si concludeva sul 3-1 per il Napoli che aveva messo in mostra tutta la sua straordinaria forza offensiva che faceva ben sperare in vista dell’obiettivo numero uno stagionale, la Coppa Uefa: per la cronaca tre giorni dopo gli azzurri ottennero il pass per la finale con lo Stoccarda pareggiando a Monaco di Baviera 2-2 ( il match diventato famoso per lo spettacolare riscaldamento di Diego sulle note di “Live is life”).

Altri tempi, altro calcio ma ricordi sempre piacevoli da rivivere con i nostri lettori… Se l’articolo ti è piaciuto puoi condividerlo con i tuoi amici!