“Guardo il mondo, oggi che le rivoluzioni sono impossibili, minacciato da guerre sanguinose, dove il capitalismo perde la certezza dei suoi diritti e la classe operaia rinuncia ai suoi, dove le conquiste folgoranti della scienza fanno del futuro una presenza ossessiva. Il futuro è più presente del presente… e le lontane galassie sono alla mia porta”.
Recitava Godard nel 1967, voce narrante del suo stesso film Deux ou trois choses que je sais d’elle.

A cosa serve raccontare il futuro? Cosa spinge un autore a immaginare cosa accadrà nel nostro avvenire prossimo? Forse, semplicemente, il futuro serve a raccontare meglio il presente nelle sue assurdità e incoerenze, talvolta estremizzandolo e distorcendolo.

Giovedì 6 giugno ore 20:30

“Network”

di Sidney Lumet (Usa 1976 – 121’)

Con questa retrospettiva cerchiamo di scavare nella storia del cinema, con alcuni dei film che si sono interrogati sulla questione molto prima della serie Black Mirror creata nel 2011 da Charlie Brooker e divenuta ormai un cult. Tre registi di nazionalità diverse: Francia/Italia/Stati Uniti. Tre decenni diversi: 60/70/80. Quanto questi autori erano riusciti a parlare della loro contemporaneità nascondendola dietro l’espediente del cinema di fantascienza? E, soprattutto, quanto avevano predetto di quella che invece sarebbe stata la società che allora raccontavano?

All’Asilo Filangieri di Napoli (vico Maffei 4 – S. Gregorio Armeno) i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. È gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo, dell’arte e della cultura per portare avanti la sperimentazione politica, giuridica e culturale avviata all’Asilo.