Le mirabolanti gesta di un gruppo di studenti che, con l’esempio e la provocazione, portò l’arte e la cultura nel movimento per sovvertire i rituali della politica e le regole del senso comune.

Roma, 9 febbraio 1968: con l’involontaria complicità del giovane professore Paolo Portoghesi, gli Uccelli fanno il nido per 36 ore sulla cupola di Sant’Ivo alla Sapienza, occupando simbolicamente quella che fu la prima università della capitale. Così, per merito dell’iniziativa di tre ragazzi di Architettura, gli studenti escono per la prima volta dalle aule universitarie per dar vita a un ‘68 diverso.

Le iniziative degli Uccelli investono la vita di facoltà, la città e tutti, ma proprio tutti, i più grandi artisti del momento con cui avranno intense relazioni, spesso autoinvitandosi a cena per capire che persone erano e trarne ispirazione. Raccolgono consensi sempre più ampi e volano a Berlino dove entrano in contatto con i protagonisti della Kommune1, recependo il concetto che anche il privato doveva essere pubblico.

Insieme occupano i Sassi di Matera su mandato di Carlo Levi e la loro iniziativa darà via a quel processo che renderà quelle abitazioni rupestri patrimonio dell’UNESCO, mentre a settembre, con il sindaco Corrao, danno alla terremotata Gibellina un futuro legato all’arte.

Le loro iniziative e il loro modo di portarle avanti, rendendo la cultura, l’arte e il bello tutt’uno con la ribellione allo status quo, lasciano la sensazione che quella storia sarebbe potuta cambiare; non andò così e il ricordo degli Uccelli è volato via.

Venerdì 1 marzo ore 18:30, proiezione di “1968 – Gli uccelli. Un assalto al cielo mai raccontato”. Saranno presenti gli autori, Silvio Montanaro e Gianni Ramacciotti.

All’Asilo i concerti, gli spettacoli, le proiezioni, gli incontri sono ad ingresso libero. È gradito un contributo che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo, dell’arte e della cultura per portare avanti la sperimentazione politica, giuridica e culturale avviata all’Asilo.

Napoli, vico Giuseppe Maffei 4 (una traversa di via San Gregorio Armeno)