Nell’immaginario collettivo, la camorra rappresenta la quintessenza del potere coercitivo e violento: “organizzazione dalla concretezza ineccepibile nella logica del profitto economico che la ispira e, insieme, dalla inafferrabilità impalpabile […], perché il suo radicamento e la sua riproduzione chiedono un costante investimento nel campo dei simboli, delle immagini, del feticismo generalizzato” (A. Mazzarella). Questa sua doppia natura è profondamente legata al modo in cui è stata a lungo raccontata in letteratura e a teatro, ma ancor più alle modalità con cui è stata rappresentata al cinema, perché è qui che l’immaginario sulla camorra si espone a una profonda deriva; è soprattutto al cinema che la finzione fornisce gli strumenti ormai necessari per interpretare la brutalità del reale.

Visioni e discussioni

Venerdì 18 gennaio, ore 18.00 / sarà presente l’autore
L’intrusa, di Leonardo Di Costanzo (2017, 95′)

Come ogni fenomeno sociale complesso, il mondo criminale napoletano non può essere definito in modo univoco, e lo stesso termine camorra è una definizione di comodo per fare riferimento a realtà e a situazioni sociali spesso profondamente diverse tra loro.

Altrettanto complessa è la sua rappresentazione cinematografica, di fronte alla quale ci si è chiesti se e quanto la finzione sia in grado di legittimare forme di violenza o inventarne di nuove pronte all’uso. Al di là del piano morale, preoccupazioni di questo genere stimolano a domandarsi quale sia il dialogo che ormai da lungo tempo il racconto cinematografico della camorra ha instaurato con la vita quotidiana dei gruppi camorristi.

Il laboratorio, tenuto da Antonio Vesco (Larco – Università di Torino) e Luciano Brancaccio (Lirmac – Università di Napoli Federico II), si propone come uno spazio aperto di discussione e di riflessione sull’oggetto camorra e sulla sua trasfigurazione cinematografica, chiamando in causa il ruolo svolto dalla dimensione immaginaria nella costruzione sociale di un fenomeno che si definisce all’incrocio tra interpretazione scientifica, rappresentazione pubblica e costruzione giuridica.

Tre film raramente associati all’immaginario cinematografico sulla camorra, da guardare e discutere insieme tenendo presenti narrazioni ben più pervasive, con le quali non possiamo non fare i conti (dal Raffaele Cutolo di Giuseppe Tornatore alle icone del fenomeno Gomorra).

Gli incontri, come tutte le iniziative all’Asilo, sono ad ingresso libero. È gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo e dell’immateriale per produrre arte e cultura.

Ex Asilo Filangieri – vico Maffei 4, Napoli