La Mostra (delle Terre) d’Oltremare – nome completo della struttura partenopea, misconosciuto ai più, fu inaugurata 80 anni fa e chiusa appena un mese dopo: la guerra era entrata nel vivo. Il complesso, che occupa un’enorme spazio, immerso nella città, era stato pensata come traccia fisica di una memoria in fiera, legata alle conquiste coloniali. La Mostra rappresentava, un tentativo di scoperta dell’Altrove, di quei luoghi, le nuove terre, fruibili senza movimento fisico grazie alle varie esposizioni. Nasce dal tentativo di riscoprire queste istanze, e attualizzarle, il film breve girato e sceneggiato da Alessandra Cianelli e Opher Thomson, che partecipa al 38° Torino Film Festival. L’opera dal titolo emblematico – All’aldilàdiQua sarà trasmessa mercoledì 25 novembre in anteprima mondiale, grazie ad una trasmissione in streaming con inizio alle ore 14:00 e visionabile su Facebook.

La scoperta di una lettera (rinvenuta nell’archivio della Mostra) sollecita la rivalutazione degli studi sul complesso, soprattutto, dà l’avvio alla ricerca di un nonno scomparso in Cirenaica, proprio nel 1940, e di cui si è persa traccia e memoria. È da questo spunto tematico, da questa sinossi, che nasce All’AldilàdiQua, progetto che mette insieme arte scenica, parole e immagini raccontate dalla stessa Alessandra Cianelli.

Nell’incipit del trailer, intensissimo prologo, la curatrice del film ci racconta che: “Ci sono parole che nascondono… ci sono parole che si nascondono” dando senso alle vibrazioni, a quel suono che tutto origina, e a cui tutto sottende. Il racconto si snoda poi verso il simbolo per eccellenza della ricerca: Ulisse. “Partito per mare… mamma mi raccontava delle storie, la mano sull’orecchio diventava il rumore del mare”. Il racconto viene supportato da un’immagine fissa: una goccia d’acqua che scivola su delle spalle nude, infinitesimale puntino che affronta un viaggio cosmico e sconosciuto. Infine, le sonorità senza tempo della musica che ci conduce a delle colonne, colonne recenti che si ricollegano alle vestigia di quelle antiche, sopravvissute a credenze,​miti, vittorie e sconfitte, cambiamenti epocali, che rimandano a quella caducità che è la vita stessa di cui l’Arte diventa fregio e rappresentazione.

Questo viaggio, o piuttosto riscoperta, ha avuto una genesi lunga: nel 2011, seguendo l’eco della primavera araba la coordinatrice, Alessandra Cianelli, ha via via raccolto attorno a sé altri coraggiosi collaboratori, tra cui lo scrittore, fotografo e regista, Opher Thompson, la cui vasta opera si concentra sul concetto di casa, custode delle radici e dei paesaggi, reali ed umani. Alessandra Cianelli, artista e ricercatrice, a sua volta, indaga nel campo della memoria, vissuta attraverso pratiche private e riti collettivi con esposizioni, installazioni e film.

Il progetto, che vede il patrocinio di importanti Enti Culturali, tra cui il Centro Studi Post-Coloniali e di Genere, il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, la Film Commission Regione Campania e il Goethe- Institut di Napoli, cercherà di gettare luce sulle motivazioni delle imprese coloniali, che hanno spinto all’edificazione di un complesso così appariscente e fanta-esotico come la Mostra d’Oltremare, edilizia di regime con lo scopo di celebrare l’era fascista. Comprendere il passato resta, dunque, obiettivo fattibile e strumento necessario per cogliere meglio sfumature e paradossi che persistono anche nel quotidiano. Dietro ogni costruzione, c’è una storia. E adesso, grazie al bel lavoro di Alessandra Cianelli e della sua squadra , sarà possibile recuperare in toto anche un passato recente, così vicino, così oscuro, così lontano.

Annamaria Pucino