dame e cavalieri 

   ” Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto…”

Così nel Rinascimento Ludovico Ariosto introduceva  il suo noto poema epico ” L’Orlando Furioso “.

Oggi,  a distanza di secoli, la Compagnia dell’Aquila Bianca di Roberto Cinquegrana, responsabile generale della Real Cavalerizza di Napoli, ci consente di rivivere spettacolari avvenimenti equestri ambientati nel Parco della Reggia di Capodimonte; qui Sabato 30 Aprile, dalle ore 10 alle 19,  sarà possibile andare in dietro a ritroso del tempo e trovarci catapultati nella Napoli Borbonica,  quando la città ospitava le migliori manifestazioni equestri, dovute agli eccellenti cavalli di allevamento e alla grande abilità di famosi maestri.

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Oltre ad emozionanti giostre e duelli d’armi, la giornata sarà animata da danze storiche, intrattenimenti musicali,   degustazioni settecentesche, sfilate di costumi e carrozze d’epoca.

Nella metà del Settecento Napoli era il centro dell’Equitazione mondiale in cui si concentravano tutte le corti al fine d’imparare l’arte della Cavalleria.

In realtà già nel Medioevo, re Roberto d’Angiò  scrisse il più antico trattato che si conosca sull’arte della giostra.

Nell’età angioina la zona antistante la Basilica di San Giovanni a Carbonara era  sede di celebri giostre e tornei che talvolta assumevano una forma particolarmente cruenta. Si racconta che numerose furono la proteste sia del papa che degli uomini di cultura per porre fine a tali mortali esibizioni.

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Abbiamo una preziosa testimonianza del Petrarca il quale in una lettera scrive di aver assistito a uno di questi tornei, inconsapevole della violenza di tali giochi; egli, infatti, seduto accanto ai sovrani nel palco d’onore, rimase esterefatto nel vedere un giovane biondo cavaliere , trafitto al petto, stramazzare  davanti a lui in una pozza di sangue. Petrarca, come egli stesso aggiunge, terrorizzato fuggi via. L’umanista, pertanto, condanna tali svaghi di corte.

Molti cavalieri napoletani portavano nel corpo e sul volto i segni di questi duelli che avevano molto successo non solo presso la corte ma anche presso il popolo.

Oggi la chiesetta detta della ” Pietatella, “attigua alla Basilica di San Giovanni a Carbonara, attesta la riconsacrazione di questo luogo di risse sanguinose;  essa alla fine delTrecento fu eretta come ex voto per impedire tali ” profani” divertimenti.

Domenica 1 Maggio, alle ore 11.30, presso l’Ippodramo di Agnano, l’evento storico proseguirà con la Seconda Edizione della ” Giostra dei Sedili di Napoli “

In tale occasione i Cavalieri, bardati con armature del XV secolo si scontreranno” lancia in resta “per il titolo di vincitore della Giostra dei Sedili di Napoli, trofeo lo scorso anno aggiudicato al Sedile del Popolo.

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I Sedili (definiti anche Seggi o Piazze) erano delle Istituzioni amministrative della città di Napoli i cui rappresentanti  detti Eletti, dal XIII al XIX secolo , si riunivano nel Convento di San Lorenzo (come attestano gli stemmi in rame sulla facciata del campanile) per cercare di raggiungere il bene comune della Città.

Il Sedile del Popolo, chiamato così in quanto non rappresentava l’aristocrazia, non aveva alcun potere , faceva solo da portavoce dei disagi del popolo; esso partecipava attivamente alle feste di piazza o nelle processioni religiose.

I rappresentanti erano scelti quasi sempre tra la classe media( medici, letterati, giuristi, notai, commercianti) e inizialmente era situati  nei pressi di via del Grande Archivio in Largo della Selleria, attuale zona di Piazza Nicola Amore.

L’araldica di tale Seggio presenta uno scudo troncato d’oro e di rosso su cui si staglia  una P ( Populus) in nero.

L’origine dei Sedili è antichissima, sembra che risalga al IV secolo, all’epoca di Costantino, quando le “ fratriae “ romane si dedicavano alla cura del culto; i sedili, invece, successivamente lasciarono il compito dell’assistenza a gli ordini religiosi, e si dedicarono esclusivamente alla cosa pubblica.

Qualche Seggio aveva prerogative speciali: il Seggio di Capuana, di ricevere il nuovo vescovo,   il Seggio del Popolo, quello di fornire,  con i proventi della gabella del sale,  la dote alle fanciulle bisognose.

Al tempo della conquista Angioina, Napoli contava ventinove Seggi che prendevono nome dalla località dove sorgevano.

Re Roberto d’Angiò per sanare i contrasti tra alcuni Seggi derivati dell’egemonia che Capuana e Nilo volevano esercitare sugli altri, in quanto vantavano una nobiltà di più antico lignaggio, emanò i ” Capitoli di Concordia e di Pace “ , decreti con i quali venivano menzionati solo sei Seggi: Capuana, Nido, Montagna, Porto, Portanova, Popolo.

Tornando al presente, bisognerà  aspettare qualche giorno, per sapere quale tra i  sei Sedili napoletani , nella giostra di domenica, avrà la meglio.

In tale occasione, il cavaliere di ciascun sedile sarà affiancato dalla sua ” madonna “,  belle fanciulle espressione della grazie e bellezza del femminilità partenopea, eredi di  quella stessa soavità di Maria d’Aquino( presunta figlia naturale di Roberto d’Angiò) la quale il sabato santo del 1300, nella chiesa di San Lorenzo ,vide per la prima volta Giovanni Boccaccio e perdutamente se ne innamorò e canterà con il nome di madonna Fiammetta.

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Nella giornata di sabato 30 Aprile sarà possibile visitare con guide abilitate, la Reggia di Capodimonte con Appartamenti di rappresentanza e prestigiosa Raccolta Farnese.

Le visite si svolgeranno alle ore 12.00 e alle ore 16.00.

Prenotazione obbligatoria telefonando ai numeri:  3473889934   –   3463344692 oppure tramite email all’indirizzo lexar8@yahoo.it

Annamaria Pucino

A proposito dell'autore

Annamaria Pucino

I miei articoli sono un connubio delle mie due grandi passioni: la Scrittura e la Storia dell'Arte.

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