Presentato ieri al teatro Augusteo ‘Cleopatra’, l’ultimo libro di Alberto Angela

Fin dalle prime ore del mattino, davanti l’ingresso del teatro Augusteo, si era radunato un manipolo di ragazzi. Erano oltre venti già alle 7.30 e i primi erano giunti alle 6.15 in attesa di un evento che avrebbe avuto inizio alle 10. Ma non erano in fila per vedere una rockstar, un divo dei reality show o del web, bensì per assistere alla presentazione e avere una copia firmata da Alberto Angela del suo ultimo libro, ‘Cleopatra – La regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità’. Accolto da una ovazione infinita da parte del pubblico, Angela ricambia subito l’affetto dei napoletani dicendo che pur essendo nato a Parigi da genitori torinesi e vivendo a Roma, solo nella nostra città si sente veramente a casa, e nel corso della presentazione lo dimostrerà più di una volta, non solo facendo scorrere, tra le immagini, diversi capolavori legati alla storia di Cleopatra ed esposti al MANN, museo di cui è anche ambasciatore nel mondo e vanto di Napoli. Alberto Angela sente il calore del pubblico napoletano, che non tiene a freno il suo entusiasmo e lo acclama a gran voce, e lui ribadisce la sua ‘napoletanità’ più volte: parla dei tanti amici napoletani che lo hanno quasi convinto a tifare Napoli, definisce divinità ‘pezzotto’ Serapide quando parla delle conseguenze delle influenze culturali di quel periodo, e ricorda orgogliosamente la sua cittadinanza onoraria. Alberto Angela è un personaggio che affascina, appassiona e dona speranza. Racconta il suo libro per quasi due ore partendo dall’inizio e spiegando come la figura di Cleopatra sia stata da sempre distorta, apparendo come una ‘femme fatale’, mentre la sua forza principale non era affatto la sua femminilità esteriore (tant’è che non era neanche così bella come ci è stato tramandato), ma era l’intelligenza e, soprattutto, il suo grande bagaglio culturale. Ecco, su questo ultimo punto, ovvero sull’importanza che ha la cultura nella formazione delle persone (e, quindi, di un popolo), da sempre si è battuto e continua a battersi, nonostante la non più giovane età, Piero Angela. Suo figlio Alberto ne ha raccolto la pesante eredità, ma per nulla intimorito da una tale responsabilità, già da molti anni prosegue in questa ‘guerra’ che la famiglia Angela, divulgando cultura in ogni modo, porta avanti contro uno Stato che, invece, alla cultura dedica sempre meno attenzione (e fondi). E Alberto Angela questa lotta la fa con tanta passione, e si vede dal modo in cui chiarisce ogni scelta fatta e da come parla mentre prosegue la presentazione del suo libro; spiega perché ha deciso di dedicare ben cento pagine alla figura di Cesare, illustra le scelte fatte da Cleopatra e Cesare ammettendo i dubbi che ne restano, si appassiona (e coinvolge tutti i presenti) nel parlare dell’amore tra Cleopatra e Antonio. Svela anche il finale del suo libro Angela, del resto è storia, ma lui ne cita i tanti piccoli misteri, aneddoti, falsi miti e curiosità che lo appassionano e lo spingono ad ‘indagare’ sempre più in profondità, ed è così che trascina tutti, in quel modo così sapiente, chiaro, accattivante e ‘leggero’ di divulgare cultura, che è ormai diventato un segno distintivo della famiglia Angela. Una famiglia che dona speranza per il futuro, perché voltarsi intorno e vedere che la quasi totalità dei circa 1400 presenti al teatro Augusteo, era formata da giovani e giovanissimi che hanno messo la sveglia anche alle 5 del mattino di una fredda domenica di dicembre, per ascoltare e stringere la mano ad Alberto Angela, e non ad un divo di qualche reality show, ci fa credere che ci siano ancora speranze di un futuro migliore per il nostro Paese e per la nostra città. Purché si faccia qualcosa per trattenerli e non debbano essere costretti a fuggire all’estero per mettere a frutto i loro studi.

Alberto Angela con una slide del mosaico di Alessandro Magno esposto al MANN