Università campane, Intesa San Paolo e Gesac uniscono le forse per educare col gioco e combattere la dispersione scolastica nelle aree più a rischio

Giocando si può imparare, ottenendo una media dei voti più alta e dimezzando le assenze scolastiche, perché “divertire apprendendo e apprendere divertendosi è la prima regola delle didattiche efficaci“. La linea seguita dal Comune partenopeo è presentata così dal suo assessore all’Istruzione, Annamaria Palmieri, professoressa di italiano nei Licei con un passato da supervisore presso la “Scuola di Specializzazione all’insegnamento” dell’Università “L’Orientale”. Il prodigio è riuscito sin dalla prima edizione pilota di “Proud of you“, progetto dell’associazione di promozione sociale Next-Level, che opera nelle aree urbane ad alto rischio di dispersione scolastica nelle maggiori città d’Italia, Napoli compresa, per accompagnare i giovani nel cammino verso l’età adulta. L’indipendenza richiede la valorizzazione dei propri talenti, che, fruttando, rendono grandi. Partendo da questo assunto, lo staff di Next Level abbina la forza della creatività con quella della narrazione per scoprire l’altro e renderlo consapevole delle proprie abilità, pratiche in primis.

Con l’inizio della scuola, è partita la seconda edizione, lanciata da Caterina Corapi, presidente dell’organizzazione, che ha all’attivo collaborazioni prestigiose, tra cui quelle con la Scuola Holden e con il Salone del Libro di Torino. “Abbiamo aumentato il numero di partecipanti, incrementato la formazione del personale e migliorato la frequenza dei bambini al progetto: nei primi due mesi di attività, hanno partecipato in modo continuativo l’85% degli studenti ed il dato confortante è che chi partecipa si impegna veramente“. Sono trentadue gli appuntamenti annuali per i bambini, sedici dedicati all’apprendimento dell’italiano e altrettanti a quello della matematica, a cui le mamme possono prender parte attivamente, facendo percorsi professionalizzanti all’interno di “Apprendere un mestiere“. Questo progetto si svolge parallelamente a quello dei propri figli, è realizzato da gennaio in poi dall’accademia di estetica “Liliana Paduano” e si conclude con uno stage formativo di un mese in un centro estetico. In ogni plesso partecipante, le attività avvengono in due pomeriggi a settimana fino ad aprile 2020.

Creatività, arte, problem solving e nuove tecnologie sono alla base del metodo pedagogico usato dai docenti per rendere più inclusive le scuole coinvolte e per realizzare coi bimbi una caccia al tesoro fatta di enigmi, quiz e sfide da superare per consolidare quanto appreso in classe. Nella sola Scampia, l’anno scorso, questa didattica ha animato alcune giornate di cento bambini delle Vele. In quello in corso, sono già più di duecento i bambini, dagli otto agli undici anni, coinvolti nei quartieri di Capodichino e Poggioreale e nei rioni Amicizia, Battisti e Bussola, per un totale di tre municipalità fra quelle con maggior criticità sociale e carenza formativa.

Grazie a questo progetto stiamo trasformando in “centro” la periferia, colmando con i pomeriggi a scuola i gravi vuoti di organizzazione strutturale e sociale, in ambito sportivo e culturale, del quartiere“. Lo testimonia Filomena Nocera, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Radice Sanzio Ammaturo“, fruitore dei fondi elargiti dal “Fondo di Beneficenza ed Opere di Carattere Sociale e Culturale” di Intesa San Paolo e da Gesac, la società che gestisce l’aeroporto di Capodichino. Quest’ultima, per voce del suo amministratore delegato, Roberto Barbieri, ha motivato così l’interessamento: “Lo studio è un diritto primario e noi siamo accanto a chi lavora per renderlo reale e concreto. Sconfiggere la dispersione scolastica nei quartieri più articolati socialmente è un impegno di responsabilità sociale di Gesac“. Il riferimento è a una dispersione scolastica che, nei territori sopra citati, ha raggiunto il 19% a fronte di un tasso medio nazionale fermo al 14%.

I primi frutti raccolti da Next-Level si devono non solo ai fondi stanziati dai due enti o al coordinamento del Comune di Napoli, quanto anche alla cooperazione tra il Dipartimento di Matematica dell’Università “Federico II”, che progetta e sviluppa la didattica della matematica, il Dipartimento di Scienze Formative dell’Università “Suor Orsola Benincasa”, che ha formato le maestre che fanno da tutor didattico e il Dipartimento di Psicologia dell’Università “Luigi Vanvitelli”, che valuta l’impatto del progetto.

Alcuni tutor