Il teatro Tram conferma, anche questa stagione la sua tendenza all’originalità e  all’innovazione. I numeri della stagione 2019/2020 del Teatro Tram di via Port’Alba parlano chiaro: 15 spettacoli in cartellone, 2 premi Ubu, 7 prime nazionali, 11 prime regionali, 1 spettacolo in realtà virtuale. Tante le novità, tra cui un nuovo orario per lo spettacolo del sabato (ore 19) e tre diverse formule di abbonamento.

Il Teatro TRAM ospiterà uno dei primissimi esperimenti di teatro in realtà virtuale firmato da un grande attore, Elio Germano, che presenterà il suo controverso e provocatorio “Segnale d’allarme”. Altri nomi importanti del teatro italiano sono Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari che porteranno in scena “In fondo agli occhi”. Berardi è reduce dalla premiazione come migliore attore italiano al prestigioso “Premio Ubu”, lo stesso premio che, nella categoria miglior spettacolo, è stato vinto dai toscani Sotterraneo che porteranno al TRAM il loro nuovo progetto “Shakespearology”. L’apertura della Stagione sarà affidata alla Compagnia Di Martino/Cerino con “Il Maestro più alto del mondo”, presentato con grande successo all’ultimo Napoli Teatro Festival. Nel cartellone si rinnoverà l’appuntamento con un ospite fisso del TRAM, Giovanni Meola, che quest’anno lavorerà su Amleto. Un altro nome noto al pubblico è Gianmarco Cesario che proseguirà il suo progetto “PopOpera” con Don Giovanni, una versione pop dell’opera di Mozart e Molière. Tra teatro e musica si muoverà anche il nuovo spettacolo di Carmen Pommella: “Venere Tascabile”, dedicato a Laura Betti e Pasolini. Il grande intellettuale sarà rievocato anche dal giovane regista romano Enrico Maria Carraro Moda che presenterà una versione del film di Pasolini “Accattone”. L’attore e regista Antonello Cossia presenterà il suo atteso progetto sul pittore Modigliani, mentre lo scrittore Antonio Mocciola farà debuttare “L’isola degli invertiti” che racconta la persecuzione degli omosessuali durante il fascismo. Nella programmazione del TRAM ci sarà spazio anche per la commedia con “Mamma, mà” di Massimo Andrei, interpretato da Daniela Ioia. Spazio all’attualità con la prestigiosa compagnia siciliana Sutta Scupa che presenterà “Miracolo”, una surreale storia sui migranti. Attualissimo sarà anche il tema affrontato dallo spettacolo “Ad Occhi chiusi” di Luca Pizzurro, ovvero la pedofilia, così come “Lumache” di Pietro Iuliano, che proporrà una riflessione sul lavoro dello scrittore. Infine, il romanziere Cormac McCarthy sarà di ispirazione per “Deep Blue” di Alberto Mele.

Orari spettacoli:

 Giovedì e Venerdì Sabato ore 21.00

 Sabato ore 19.00

 Domenica ore 18.00

  Info e prenotazioni

 cell. 342 1785 930

 tel. 081 1875 2126

 email tram.biglietteria@gmail.com

PROGRAMMA

24 OTT > 3 NOVEMBRE

IL MAESTRO PIU’ ALTO DEL MONDO

con Orazio Cerino testo e regia di Mirko Di Martino produzione Teatro TRAM Napoli e Compagnia Teatro dell’Osso 

Franco Mastrogiovanni è un insegnante elementare di 58 anni. Secondo i suoi piccoli alunni, è l’insegnante più alto del mondo: i suoi centonovantatre centimetri lo fanno sembrare un gigante ai loro occhi. Ma Franco Mastrogiovanni è anche un anarchico: uno che negli anni Settanta – si dice – se ne andava in giro a Salerno a picchiare i fascisti, uno che è anche finito in galera per quelle brutte storie. Ma Franco Mastrogiovanni è soprattutto un matto, uno pericoloso, uno che è già stato ricoverato in manicomio. Eppure, per tutti quelli che lo conoscono, Franco Mastrogiovanni è un uomo tranquillo e affettuoso. Il 4 agosto 2009, Mastrogiovanni muore nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Vallo della Lucania: 87 ore prima era stato ricoverato a seguito di un Trattamento Sanitario Obbligatorio, 87 ore dopo è morto con le mani e i piedi legati al letto. Lo hanno ricoverato perché ha guidato la sua auto oltre i limiti di velocità, perché non ha voluto fermarsi all’alt dei vigili, perché se ne è scappato in mezzo al mare e non ha voluto più uscirne. Lo hanno ricoverato perché, quando finalmente ha deciso di tornare a riva, si è messo a cantare “Addio Lugano bella”. Il sindaco firma l’autorizzazione al ricovero, i vigili urbani lo portano all’ospedale, gli infermieri lo addormentano. Passano le ore: Mastrogiovanni si sveglia e si ritrova nudo e legato al letto. Passano le ore: Mastrogiovanni chiede aiuto, scalcia, sanguina, ma gli infermieri non lo slegano neanche per farlo mangiare. Intorno a lui la vita continua come se nulla fosse: gli infermieri gli cambiano le lenzuola, puliscono il sangue sul pavimento, ma Mastrogiovanni resta legato al letto, senza mangiare né bere. Quando sua nipote chiede di poter vedere lo zio Franco, non la fanno entrare: le dicono che lo zio Franco sta bene, ma non è vero: lo zio Franco sta morendo.

8 > 10 NOVEMBRE

MAMMA, MA’

di Massimo Andrei

con Daniela Ioia

regia di Gennaro Silvestro

“Aspetto un bambino? Si? Quanto saranno determinanti le mie scelte sull’educazione dei miei figli? Che tipo di madre  sarò?… Mamma, mà!”. Queste sono le domande che affollano la testa di una giovane donna, alle prese con un test di gravidanza. Proietterà l’immagine di sé in tre possibili versione di madri, fragile, determinata, insicura,  “Mamma, mà” è uno sguardo sul mondo femminile e sul desiderio di maternità che alle volte diventa ossessione, alle volte consapevolezza che il tempo passa e si invecchia.  

14 > 17 NOVEMBRE

L’ISOLA DEGLI INVERTITI

di Antonio Mocciola

con Nicola Commito, Bruno Petrosino, Andrea Russo

regia Marco Prato

Sull’isola di San Domino, nelle Tremiti, dal 1939 al 1945, vennero confinati come “pericolo per la pace sociale”, decine di omosessuali. Condannati per la loro natura, all’epoca considerata riprovevole malattia. Un ghetto di stato rimosso dalla memoria collettiva, la cui storia torna ora alla luce con uno spettacolo scritto da Antonio Mocciola, da sempre attento a tematiche sociali, specie nel campo dei diritti civili.

28 NOV > 1 DICEMBRE

MODIGLIANI

scritto, diretto e interpretato da Antonello Cossia

con la collaborazione di Raffaele Di Florio, Riccardo Veno

Annalisa Ciaramella, Angela Grimaldi, Bruno Fermariello

con il sostegno di TRAM e Vissidarte Festival

“Quando c’era la pioggia (come spesso a Parigi), Modigliani camminava con un enorme ombrello nero molto vecchio. Talvolta sedevamo sotto questo ombrello, su una panchina del parco e a due voci recitavamo le poesie di Verlaine a memoria e con amore, felici di parlare di poesia. Ci scambiavamo Verlaine, Laforgue, Mallarmé, Baudelaire. Aveva sempre in tasca i – Canti di Maldoror – di Lautréamont. Non l’ho mai visto ubriaco e da lui non veniva odore di vino, l’hashish in qualche modo figurava già nei suoi racconti”. (ANNA ACHMATOVA – AMEDEO MODIGLIANI)

14 > 15 DICEMBRE

MIRACOLO

scritto e diretto da Giuseppe Massa

con Glory Arekekhuegbe, Gabriele Cicirello, Paolo Di Piazza

Compagnia Sutta Scupa

Due fratelli (becchini precari) hanno il compito di seppellire un migrante, ma il cimitero della città è stracolmo. Da ciò scaturisce un agro divertissement in cui i due provano, senza riuscirci, a sbarazzarsi del corpo del defunto. L’embrione di Miracolo nasce all’interno di Write 2016 (residenza creativa che coinvolge drammaturghi siciliani ed europei all’interno del monastero di Mandanici, Messina). Miracolo prende spunto dalle ondate migratorie che attraversano il Mediterraneo per investigare la progressiva disumanizzazione della nostra società. 

10 > 12 GENNAIO

DEEP BLUE

tratto da “Sunset Limited” di Cormac McCarthy

adattamento di Alberto Mele

con Antonio Buonanno e Pietro Tammaro

regia di Alberto Mele e Marco Montecatino

produzione Teatro Serra

Un appartamento scarno in un palazzone dormitorio in prossimità della stazione. Due uomini entrano dalla porta, apparentemente calmi. Uno dei due, Bianco, è un professore che ha appena vissuto quello che credeva sarebbe stato l’ultimo atto della sua vita. Nero, il padrone di casa, si dimostra a suo agio dopo essere entrato nella vita del professore in un modo così assurdo e insieme logico, come un pedone che sfida il Re sulla scacchiera. Sono seduti a un tavolo, si osservano, forse si studiano. Che la partita abbia inizio…

23 GENNAIO > 2FEBBRAIO

DON GIOVANNI

regia e drammaturgia di Gianmarco Cesario

da Tirso de Molina, Moliere e Lorenzo Da Ponte

con Danilo Rovani, Diletta Acampora, Denise Capuano, Luca Lombardi

con la partecipazione di Enzo Attanasio

musiche di Wolfgang Amadeus Mozart arrangiate ed eseguite dal vivo da Pasquale Ruocco

Dopo il “Barbiere di Siviglia” continua il progetto PopOpera, con il secondo capitolo di un’ideale Trilogia Sivigliana, rappresentato da “Don Giovanni”. Ma Don Giovanni è molto di più che il protagonista di un’opera musicale, Don Giovanni è da considerarsi pari agli archetipi del teatro greco: un simbolo che rappresenta la continua sfida dell’uomo alla vita, e se Mozart, grazie al libretto di Lorenzo Da Ponte, lo rappresenta come un gaudente “sciupafemmine”, lo spessore che la penna caustica ed anarchica di Moliere ci offre, restituisce il ritratto di un uomo libero e senza freni, che riesce a sfidare società e benpensanti con provocazioni che vanno ben oltre l’ars amandi del suo prototipo, già raccontato da Tirso de Molina nella sua farsa. Il lavoro che si cerca di proporre è quello di un testo che riassuma con misura i tre aspetti delle tre principali versioni di questo mito moderno, prediligendo il lato più oscuro, così ben rappresentato dal commediografo francese. Le musiche di Mozart sono arrangiate in sonorità flamenco, che rende il calore e la drammaticità tutta ispanica del personaggio.

6 > 9 FEBBRAIO

AD OCCHI CHIUSI

testo e regia Luca Pizzurro

con Andrea Fiorillo

produzione: Associazione Teatrale Viaggi & Miraggi

“Ad occhi chiusi”, scritto e diretto da Luca Pizzurro, è un testo in cui l’autore, immedesimandosi nella psiche di un “carnefice”, ne porta in scena pensieri, soliloqui, immaginazioni. Ci troviamo di fronte ad un punto di vista scomodo, insolito, destabilizzante: l’autore segue i pensieri di uno strano personaggio, che compie le sue “azioni” in nome dell’amore. Sulla scena ritroviamo un uomo affascinante, che ci apre le porte della sua casa romana, regalandoci il piacere di sentire l’odore del caffè appena fatto, dell’ascolto di buona musica e del fascino di un libro di cui non sapremo mai il titolo. Dietro questa rassicurante apparenza, però, si nasconde una verità terribile ed inaccettabile per la società: ma non per lui che, “ad occhi chiusi”, commette i suoi crimini dettati e reiterati da una coerente visione dell’amore. È uno spettacolo che si snoda lentamente con molta suspense e molte aspettative e attese da parte dello spettatore, per rivelare alla fine una veritàindicibile.

15 > 16 FEBBRAIO

IN FONDO AGLI OCCHI

di e con Gianfranco Berardi, Gabriella Casolari

regia César Brie

collaborazione musicale Giancarlo Pagliara

In fondo agli occhi è uno spettacolo di nuova drammaturgia che affronta le tematiche della crisi e della malattia da questa prodotta e derivata. L’indagine parte e si sviluppa da due differenti punti di vista: uno reale, in cui la cecità, malattia fisica, diventa filtro speciale attraverso cui analizzare il contemporaneo, e l’altro metaforico, in cui la cecità è la condizione di un intero Paese rabbioso e smarrito che brancola nel buio alla ricerca di una via d’uscita. Chi è più cieco di chi vive, senza avere un sogno, una prospettiva davanti a sé, di chi essendone consapevole, non può far altro che cedere alla disperazione? Un paese cos’è in fondo se non le persone che al suo interno vivono e si muovono? Un paese non sono le case, non sono le chiese, né i bar o le istituzioni ma la gente che al loro interno abita e ne dà il valore. Un paese malato quindi è fatto da gente malata, come noi. Ma come raccontare tutto questo poeticamente, ironicamente, senza essere retorici o superficiali?

20 > 23 FEBBRAIO

LUMACHE

scritto e diretto da Pietro Juliano

con Nello Provenzano, Cinzia Cordella

produzione Itinerarte

Cosa siamo disposti a sacrificare di noi stessi pur di raggiungere un obiettivo? Siamo consapevoli della forza che occorre? Quanto siamo disposti a cedere pur di ottenere ciò che desideriamo? Il compromesso ci mette in difficoltà perché veniamo meno, nella migliore delle ipotesi, alla nostra condizione etica, morale ed esistenziale. Molte persone sono fortemente penalizzate da un lavoro che le obbliga a molte rinunce, a molti «compromessi». Lea Crivello è una scrittrice vecchia maniera: scrive ciò che pensa e non pensa a ciò che scrive. È passato molto tempo dal suo ultimo lavoro, adesso è in cerca di un editore che pubblichi il suo nuovo romanzo, con non poche difficoltà. Dopo diversi tentativi, è giunta ad un importante e decisivo incontro con Manuel Montedoro, giovane e agguerrito editor che lavora per una grande casa editrice, disposto a pubblicare il suo romanzo a condizione che Lea sia disposta a dare qualcosa in cambio. Questa condizione genera in Lea un conflitto interno che la porterà a ridiscutere i suoi piani.

29 FEBBRAIO > 1 MARZO

LA MIA BATTAGLIA VR (max 35 spettatori alla volta)

di Elio Germano, Chiara Lagani

con Elio Germano

regia di Elio Germano e Omar Rashid

produzione Pierfrancesco Pisani, Elio Germano, Omar Rashid

prodotto da: Gold, Infinito, Riccione Teatro

Uno dei primi esperimenti al mondo di teatro in realtà virtuale: «Segnale d’allarme» è la trasposizione di «La mia Battaglia», un’opera portata in scena da Elio Germano, uno spettacolo che parla della nostra società, della nostra epoca, portando lo spettatore, a piccoli passi, a confondere immaginazione e realtà. In questa prospettiva, la possibilità offerta dalla realtà virtuale di entrare nella narrazione è perfettamente calzante. Attraverso i visori VR, gli spettatori saranno portati ad immergersi nell’opera teatrale diventandone parte. Vi troverete in sala, in prima fila, insieme agli altri spettatori. Sentirete l’energia della stanza intorno a voi. Cercherete lo sguardo di chi vi è seduto accanto, perfino i gesti. Assisterete a un monologo che sarà un crescendo e, allo stesso tempo, una caduta verso il grottesco. «Segnale d’Allarme» racconta una storia vera: la nostra.

13 > 15 MARZO

ACCATTONE

drammaturgia e regia di Enrico Maria Carraro Moda

tratto dal film di Pier Paolo Pasolini

con Federico Balzarini Chiara Meschini, Lorenzo Girolami, Enrico Maria Carraro Moda, Clara Morlino

produzione I nani inani

1961, Roma. Accattone è un ragazzo di vita. Vive scommettendo e proteggendo Maddalena, la prostituta della quale è pappone. Quest’ultima però si ritrova ad avere, anche per colpa di Accattone, problemi con la giustizia e viene messa in carcere. Da questo momento la vita di Accattone diventerà sempre più difficoltosa. Pasolini racconta nel suo primo film le giornate che precedono la morte di Accattone e tutte le vicissitudini che portano quest’uomo alla sua inevitabile fine. «Ho scelto di sottolineare la vera essenza di quest’uomo per come Pasolini ce lo mostra – dichiara il regista -. Scansafatiche, rozzo e possessivo, ma allo stesso tempo dolce e capace di amare. Testimone di questo essenziale cambiamento e redenzione, nella versione da me diretta, è una figura che incarna tutti i ragazzi di vita amici di Accattone. Le altre figure presenti sono le due donne di Accattone che con la loro diversità evidenziano il cambiamento che egli subirà nell’arco di alcuni giorni».

19 > 22 MARZO

VENERE TASCABILE

(omaggio in prosa e musica a Laura Betti)

di Carmen Pommella e Antonio D’Avino

con Carmen Pommella

produzione MUSIDANTEA 2.0

regia Antonio D’Avino

Laura Betti dalla voce roca, penetrante, è stata un’artista sfuggente, diabolica, un’attrice cantante regista fuori da ogni schema, rivoluzionaria nel suo genere. Questo spettacolo vuole ricordarla attraverso le sue canzoni e il suo modo di riconsegnare al pubblico le poesie del suo amato amico Pierpaolo Pasolini, parte inscindibile della sua vita. Frizzanti interventi autoironici saranno incorniciati dalle canzoni più famose che l’artista ci ha lasciato.

16 > 19 APRILE

AMLETO

un progetto di | adattamento | regia Giovanni Meola

con (in o.a.) Roberta Astuti, Sara Missaglia, Chiara Vitiello

‘Amleto o Il Gioco del suo Teatro’ proverà a prendere il sentiero di un Amleto in cui del suo dramma potrà essere lui stesso drammaturgo, regista e anche un po’ interprete: non è Amleto che scrive e indica cosa rappresentare ai Comici che arrivano a corte nel momento giusto, nel momento in cui, cioè, lui ha bisogno di una prova inconfutabile, di una prova inoppugnabile di tradimento e colpevolezza dello zio-re Claudio? Ed ecco che, magicamente, il teatro arriva in soccorso. Come spesso accade, il teatro arriva in soccorso anche se costantemente sminuito, svilito, impoverito.

2 > 3 MAGGIO

SHAKESPEAROLOGY

concept e regia Sotterraneo

in scena Woody Neri

scrittura Daniele Villa

produzione Sotterraneo

Dice Jerome Salinger: “quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono”. È da un po’ di tempo che Sotterraneo voleva usare il teatro come quella famosa telefonata, per incontrare Sir William Shakespeare in carne-e-ossa e fare due chiacchiere con lui sulla sua biografia, su cosa è stato fatto delle sue opere, su più di 400 anni della sua storia post-mortem dentro e fuori dalla scena – come se si accompagnasse Van Gogh al Van Gogh Museum o Dante in mezzo ai turisti che visitano la sua abitazione fiorentina. Si parte dall’immaginario collettivo per parlare con Shakespeare: certo, non sarà il vero, autentico, originario, ma se riusciamo a incontrare anche uno solo dei possibili Shakespeare, forse l’esperimento potrà dirsi riuscito. Shakespearology è un one-man-show, una biografia, un catalogo di materiali shakespeariani più o meno pop, un pezzo teatrale ibrido che dà voce al Bardo in persona e cerca di rovesciare i ruoli abituali: dopo secoli passati a interrogare la sua vita e le sue opere, finalmente è lui che dice la sua, interrogando il pubblico del nostro tempo.