In collaborazione con l’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Aldo Salatiello ed Angela Sodano, presentano le risultanze di un impegno creativo che, pur non essendo stato concepito espressamente ‘a quattro mani’, lascia intravedere una profilatura organica che giustifica e motiva la prestazione d’insieme.
Aldo Salatiello è artista di consumata esperienza creativa, ricco di umoralità umane e di vibratilità espressive, artista formatosi nella coscienza convinta della necessità imprescindibile della ineludibilità contenutistica come fronte giustificativa degli assetti valoriali dell’opera d’arte. Gli tiene compagnia con efficacia di risultato estetico e con ricchezza di sensibilità la più giovane Angela Sodano, che interviene con lo strumento fotografico a fornire una sorta di contrappunto al lavoro di Salatiello, con i suoi ‘Autoscatti’ a tempo d’esposizione prolungato, che offrono una sfocatura di particolare efficacia all’immagine fino a suggerire una sorta di
prolungamento del tempo in una prospettiva di inedita suggestione cinetica.
Un discorso creativo profondamente interconnesso nelle sue parti, vibratile e snello, godibile nella presentazione degli sfolgorii cromatici di Salatiello, come nei ‘nudi’ atemporali della Sodano che si articolano in atmosfere di sapore ‘tonale’: una mostra che cattura per la facile leggibilità delle sue parti, una leggibilità che va intesa come suggerimento alla chiarezza
propositiva che costituisce sempre il miglior viatico per l’intelligenza delle idee, soprattutto quando queste – come appunto, nel caso dei nostri artisti – sono idee piene di forza, suggerimenti di una vera e propria Weltanschauung, la cui forza dirimente convincentemente si esprime nel titolo stesso di ‘In & Out’ che non consiglia semplicemente la dislocazione spaziale
del dentro-fuori, ma la proposta suggestiva e progressiva di un auspicio morale a trasformare le
proprietà dialettiche in peculiarita dialogiche, inaugurando una nuova era in cui il conflitto possa
cedere posto al confronto.

I due artisti sembrano veramente diversi, ma la loro diversità è squisitamente formale all’interno della fotografia digitale e delle “manipolazioni” che essa permette.
Quando nacque la fotografia gli artisti/pittori si trasformarono in fotografi.
Da più di un decennio (dall’avvento della fotografia digitale) i fotografi/artisti tendono a modelli pittorici usando le più avanzate tecnologie di cui possono usufruire.
Aldo Salatiello viene da lontane esperienze di pittura e ci sembra interessante il superamento della serigrafia (Warhol, Rauschenberg) all’interno del suo percorso dentro la pop-art, con queste esperienze di fotografia digitale il cui il senso è quello della totale commistione dei linguaggi della visione
Angela Sodano, alla sua prima esperienza di confronto pubblico, si misura con le contaminazioni del proprio percorso formativo (scenografia, grafica, fotografia) “ spiando”, dall’interno della sua identità ancora in formazione (una sua stanza), i segni/sogni della sua generazione.