La follia è una condizione umana, in noi la follia esiste ed è presente come la ragione“, Basaglia.

Sabato 22 febbraio al Nuovo Teatro Sanità si è alzato il sipario sull’unica data napoletana dello spettacolo “Delirio bizzarro di e con Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi in collaborazione con il Centro Diurno di Salute Mentale “Il Camelot, del Teatro Vittorio Emanuele e della Casa del Con”, produzione Carullo-Minasi, La Corte Ospitale. La narrazione avviene in un Centro di Salute Mentale dove due personaggi, uno, ospite del centro, trascorre la propria vita a interrogare le stelle in una sua dimensione temporale; l’altra, una donna perfettamente integrata, ossessionata dalla carriera, ma che a modo suo male si conforma alle regole della società, avvertendo il disagio di essere un”outsider”.

Né pazzi né sani, Mimmino e Sofia in un dialogo serrato si scopriranno simili, umani, sorridenti, autoironici, sebbene parti inconsapevoli di un sofisticato meccanismo congegnato per rendere l’uomo prigioniero di sé stesso. Si incontrano in una terra di frontiera, il Centro Diurno di Salute Mentale “il Castello”, in cui il confine tra coloro che stanno dentro e coloro che stanno fuori sfuma in un indistinto resistere tra protocolli da rispettare e vite da normalizzare”, è la sinossi del comunicato, ed è esattamente questo.

La piece teatrale vuole essere in un elogio alla follia, ironico e pungente che fa mettere in discussione la nostra idea di normalità: e se i malati mentali non esistessero? E se i veri malati fossimo noi e la società in cui viviamo? È un dialogo di due solitudini che gradualmente cominciano a comprendersi. Il centro di salute mentale “Il Castello” è un involucro vuoto dove i bagni non funzionano, dove non si mangia a pranzo, è un “non-luogo” dove le persone sono parcheggiate, sospese in una specie di vuoto temporale. La storia si basa su conversazioni avvenute con pazienti di strutture psichiatriche, che descrivono, quindi, quadri di vita vissuta rivelando che il disagio psicologico è diventato un tratto genetico della società contemporanea.  Ma in questo non-luogo, in questa narrativa della follia, si rivela difficile distinguere “tra il sano e il malato”. Quello che trapela però è che è indispensabile che “la malattia” esista, anzi la sua esistenza deve essere riconosciuta ufficialmente; senza “la malattia” non possono esistere le strutture che la contengono, e che pongono i confini e le distanze; senza la malattia non può esistere la normalità: è la differenza è tra noi e l’altro! Senza l’altro noi come faremmo ad esistere noi e a considerarci “normali”?

Delirio Bizzarro è il progetto vincitore di Forever Young, progetto residenziale di sostegno alle giovani compagnie teatrali italiane che esplorano i nuovi linguaggi della scena contemporanea, ideato e promosso dalla Corte Ospitale e sostenuto dal Ministero dei Beni e le attività culturali e dalla Regione Emilia Romagna. Dalle motivazioni della giuria, composta da Claudia Cannella, Pietro Valenti, Walter Zambaldi, Fabio Masi e Giulia Guerra: “Intelligente, poetico, fortemente legato alla contemporaneità, Delirio Bizzarro di Carullo-Minasi aggiunge un nuovo tassello a un felice percorso drammaturgico teso ad indagare la “diversità” come alternativa alla “normalità” e sfida alle convenzioni che ingabbiano il nostro vivere sociale. Nato da un lavoro di ricerca sul campo in un centro di salute mentale, Delirio Bizzarro è una scrittura originale per due personaggi (un “pazzo per attribuzione” e una donna normale, ossessionata dalla carriera, che si scopriranno simili con buona dose di autoironia) che si presta a interessanti sviluppi sia nell’indagine sul campo, sia nell’ipotesi di ulteriori articolazioni del processo drammaturgico”.

Delirio bizzarro” di e con Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi

scene e costumi Cinzia Muscolino
scenotecnica Pierino Botto
disegno luci Roberto Bonaventura
aiuto regia Veronica Zito, Eleonora Bovo

Nuovo Teatro Sanità

Piazzetta San Vincenzo 1, Rione Sanità – Napoli

Info e prenotazioni: 3396666426 – info@nuovoteatrosanita.it