Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali con prestazioni di altissima qualità all’ospedale Cardarelli di Napoli, per i malati talassemici, che spesso si recano fuori regione. «Una risposta concreta ai nostri pazienti che si traduce anche in un risparmio per la Regione Campania di 100.000 euro l’anno – spiega il commissario Anna Iervolino -».
Questo significa un risparmio per le casse pubbliche di 100 mila euro l’anno, ma soprattutto la fine della migrazione sanitaria per i pazienti talassemici troppo spesso costretti a recarsi in strutture specializzate fuori regione. Curarsi non sarà più un disagio per i pazienti campani, grazie al lavoro del primo centro di Risonanza Magnetica in Campania della rete MIOT (Myocardial Iron Overload in Thalassemia) per la diagnosi e la cura dei soggetti affetti da Anemia Mediterranea. Il centro fa parte della struttura Complessa di Radiologia Generale e di pronto soccorso del Cardarelli. L’UOSD Malattie rare del globulo rosso segue 200 pazienti talassemici dipendenti da trasfusioni continue, 140 pazienti con talassemia intermedia e 40 pazienti con drepanocitosi o microdrepanocitosi.
La rete alla quale il Cardarelli ha aderito, ha sviluppato una tecnica di diagnosi che attraverso la Risonanza Magnetica è in grado di quantificare in modo non invasivo l’accumulo di ferro cardiaco, epatico e pancreatico con la diretta conseguenza di poter curare in modo personalizzato i pazienti attraverso i farmaci chelanti del ferro. Le trasfusioni necessarie ai malati di Anemia Mediterranea hanno come effetto collaterale l’accumulo di ferro nel cuore e in altri organi come fegato e pancreas, con complicanze quali problemi cardiaci.
con queste metodiche, e l’immissione in commercio di nuovi farmaci orali per rimuovere il ferro dall’organismo, chelanti del ferro, oggi l’aspettativa di vita di questi pazienti è radicalmente cambiata come dimostrato da evidenze scientifiche recentemente pubblicate sulla prestigiosa rivista European Heart Journal Cardiovascular Imaging nel 2018, grazie allo sforzo cooperativo del MIOT network. «L’impegno del Cardarelli e dei professionisti che animano quest’azienda – continua il Commissario Straordinario – è massimo in tutti i campi. L’apertura del centro MIOT al Cardarelli è stata sostenuta grazie ad un finanziamento regionale che ha permesso di sostenere i costi della validazione del centro e dei periodici controlli di qualità, nonché i costi per la formazione del Team dei Radiologi e dei Tecnici di Radiologia. Sono fiera di ricordare che il Cardarelli – conclude Iervolino – è un punto di riferimento per molti pazienti affetti da Anemia Mediterranea, pazienti che per vivere hanno bisogno di continue trasfusioni di sangue».