Va al Barcellona la prima edizione del Trofeo La LigaSerie A“, nel “Michigan Stadium” di Detroit (secondo stadio più grande del mondo e nonostante un pubblico di tutto rispetto, 60 mila paganti, risultava quasi per metà vuoto) in campo scendono soltanto i blaugrana e gli azzurri, onestamente finiscono col fare brutta figura. E non per il passivo pesante (40) ma per una prestazione davvero sconcertante; trattasi di calcio d’agosto senza dubbio ma alcune indicazioni sono sicuramente utili per il futuro. Si capisce già dai primi minuti che il Napoli non è in partita, la squadra di Ancelotti appare stanca, svogliata, involuta, priva di idee e di personalità; insomma, per i pessimisti di turno tutto ciò che si possa desiderare per cominciare a sparare critiche. Noi siamo tra gli ottimisti e tra quelli che cercano di analizzare l’accaduto: sicuramente (ed era il nostro pensiero già alla fine della prima frazione, sullo 0-0!) non vedevamo un Napoli così dai tempi di Reja (speriamo di aver reso l’idea), una squadra di rara bruttezza che non tira mai in porta, non riesce a mettere insieme tre passaggi di fila ed è continuamente in balia dell’avversario. Bisognerebbe fare la cronaca delle ficcanti azioni spagnole, delle triangolazioni a velocità supersonica dei vari Griezmann, Suarez, Dembele: del Napoli nessuna traccia. Ancelotti con dei cambi rispetto alla gara di tre giorni fa presenta Meret tra i pali, linea dei quattro composta da Hysaj, Manolas, Chiriches e Ghoulam, al centro Allan e Elmas con Verdi, Callejon e Fabian a supporto di Mertens (Milik presente nella distinta degli 11 iniziali si fa male nel pre-gara!). Si fa fatica a salvare il singolo ed infatti nessuno si mette in luce, un Napoli troppo brutto per essere vero: unica nota positiva il carattere e la personalità con la quale Manolas mette a tacere Suarez in un battibecco, il greco non teme nessun palcoscenico e nessun avversario, ma anche lui nella mini-tournée americana è stato a tratti disastroso. Quello che lascia perplessi sono i tanti errori in uscita di Kostas, il Napoli non deve mai permettere al greco di impostare, può essere letale in negativo! Addirittura stona anche Allan, la squadra che sta nascendo e che ha in mente Ancelotti pare faccia fatica a prevedere dei centrocampisti poco brillanti sotto il profilo strettamente tecnico, Allan gioca 45 minuti e finisce col fallire 2-3 lanci davvero in maniera degradante. Elmas stavolta è un fantasma e la composizione del reparto offensivo non lascia presagire a nulla di buono; Verdi con la maglia azzurra è involuto al massimo e secondo il nostro punto di vista non vede l’ora di togliersela per liberarsi di un macigno troppo pesante per le sue fragili spalle, Dries da prima punta, non ce ne vogliano, ha dato il meglio di sé quando ha vissuto uno stato di grazia ed esaltazione che appare ormai sopito ed anche l’immenso Callejon si accoda al gruppo e sbaglia anche gli appoggi più semplici. Nel nulla più assoluto, all’ultimo minuto del primo tempo, da azione susseguente ad angolo, il Napoli per poco non beffa il Barcellona: Verdi da destra ha lo spazio per mettere un cross forte e teso tale da mettere fuorigioco gli avversari, la sfera finisce a Fabian libero a due metri dalla porta ma allo spagnolo non pare vero questo miracolo e non controlla in maniera adeguata, figuraccia!

Ma il peggio deve ancora venire: nella ripresa dentro Luperto, Zielinski ed Insigne ma la musica non cambia. Negli USA non è presente il VAR ma probabilmente non esiste neanche la regola dell’off-side e così che il Barca realizza l’uno-due micidiale con Suarez e Griezmann in gioco irregolare. Probabilmente sarebbe cambiato il risultato finale non l’impressione di un Napoli alle corde; fatto sta che l’unico momento in cui gli azzurri ci provano è dopo il primo vantaggio blaugrana. La solita illuminante giocata di Insigne per Callejon è però vanificata da quest’ultimo che non tira e non serve tre compagni al centro davanti al portiere avversario ma serve la sfera comodamente tra le braccia di TerStegen, anche da queste cose capisci le serate-no! Gli avanti del Barcellona si divertono, provano le soluzioni ed a centrocampo giganteggia il neo-acquisto de Jong che con il canterano Alena fanno un sol boccone del povero Napoli. Il terzo gol è una perla di Suarez servito da Dembele in azione di rapida rimessa, l’uruguagio apre il piattone di prima intenzione e dal limite non lascia scampo a Meret, il 4-0 lo firma lo stesso Dembele che avanza ed entra in area, se lo aggiusta come vuole sul destro mentre Luperto si oppone come neanche al secondo giorno di scuola calcio ed i giochi si chiudono definitivamente. Da inguaribili ottimisti ci auguriamo che la sagra degli orrori abbia offerto tutto il repertorio in un posto lontano, tanto geograficamente quanto dal calcio vero, quello che inizierà tra due settimane. E speriamo che ci sia maggiore convinzione da parte della società ad agire: lo ripetiamo da tempo servono due giocatori di spessore in avanti e necessitiamo di un altro attaccante, punto. Se questo non si verificasse non ci saranno alibi e la dirigenza tutta, compreso l’allenatore, saranno oggetto di aspre e giustificate critiche ai primi risultati negativi. Avanti col sorriso, con fiducia ma con decisione sul mercato, prima che sia troppo tardi!

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Marco Silva

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