Facciamo il punto sull’evoluzione dei casi di aggressione avvenuti da inizio d’anno e sulle reazioni delle ultime 48 ore

Rischiano una denuncia per violenza privata i sei maggiorenni che la scorsa domenica hanno sequestrato un’ambulanza e il personale sanitario in servizio su di essa. Lo rende noto la Prefettura, a cui oggi sono passate le indagini condotte dai carabinieri che avevano raccolto la denuncia. Solo ventiquattr’ore prima c’era stata la segnalazione di un’altra aggressione ai danni di un’infermiera del pronto soccorso del medesimo ospedale, il Loreto Mare. Sarebbe stata minacciata e strattonata per aver prestato soccorso a un malato giunto in codice rosso, dopo essersi allontanata da un paziente in condizioni meno gravi per il quale erano stati già disposti gli esami clinici ed era stata avviata una terapia.

A darne notizia è stata l’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate, che oggi sulla sua pagina facebook rivendica la bontà del suo lavoro di sensibilizzazione: “Il problema è reale e purtroppo esiste da 20 anni a Napoli, solo che prima c’era la mentalità da parte di alcuni colleghi del “tiramm a campa’” o peggio ancora del “facciamo finta che tutto va ben “, adesso c’è una realtà che, motivando il personale sanitario anche solo alla denuncia “social”, ha portato il problema a galla“.

Nella mattinata di martedì 7 gennaio, i direttori di tutte le Asl cittadine si sono riuniti in pretura per decidere delle misure condivise con cui arginare il fenomeno delle violenze in ambito sanitario. Il 15 gennaio entrerà in circolazione la prima ambulanza dotata di quattro videocamere montate sul tetto, così da evitare zone d’ombra, un gps per la localizzazione e una body cam a tutela del personale. Dopo 48 ore, gli stessi strumenti saranno a disposizione di tutti gli altri mezzi di soccorso operanti in città. Inoltre, ogni unità di pronto soccorso, a cominciare dall’Ospedale Santobono, avrà un collegamento diretto con la Questura. Nei prossimi due mesi, un servizio di videosorveglianza collegherà i presidi ospedalieri con le sale operative delle forze dell’ordine.