Basta aggressioni San Giovanni Bosco di Napoli. A chiederlo a gran voce con una nota congiunta, Rosalba Cenerelli, segreteria Cgil diNapoli e Giosuè di Maro, della segreteria Fp Cgil Campania sanità pubblica comparto medici. Questa volta è toccato ad un infermiere in turno che, due sere fa, è stato colpito con un pugno da un familiare di un paziente che non voleva essere visitato senza rispettare il suo turno. “Nel pronto soccorso del nosocomio, un infermiere è stato aggredito da un familiare di un paziente perché non voleva attendere il proprio turno di visita – spiegano i sindacalisti -. A nulla è servito evidenziare che c’erano casi gravi ed urgenti da trattare e che avevano la precedenza. Questo ospedale, ancora una volta, torna alla ribalta. Già poche settimane fa, i familiari di una paziente avevano aggredito una dottoressa provocandole la rottura del setto nasale”.
Altro analogo episodio si era verificato ad agosto, quando un chirurgo è stato picchiato mentre stava svolgendo la consulenza nel pronto soccorso dello stesso ospedale. La vittima, una donna, a causa della violenza subita avrà una convalescenza di almeno 30 giorni per un trauma facciale. Ad aggredirla sarebbero state alcune donne che si erano introdotte nel pronto soccorso aggirando i divieti. “Il riproporsi di questi episodi – sottolineano Cenerelli e di Maro – ha oltrepassato ogni limite. Basterebbe solo considerare che nelle emergenze sanitarie chiediamo aiuto a medici ed infermieri che, pur operando tra molteplici difficoltà e carenze, si prodigano a far funzionare un sistema sanitario allo sbando. Sono loro che salvano le nostre vite e quelle dei nostri cari. Il fenomeno delle aggressioni nel mondo sanitario – aggiungono Rosalba Cenerelli, della segreteria Cgil di Napoli e Giosuè di Maro, della segreteria Fp Cgil Campania sanità pubblica comparto medici – ha raggiunto numeri di vera emergenza. I dati Inail evidenziano che solo nel 2018 ci sono stati oltre 1.200 casi di aggressione al personale sanitario per la gran parte operante nel pronto soccorso, e con maggiore frequenza al Sud dove maggiori sono le precarietà e le carenti condizioni del servizio sanitario. Questi sono solo i casi denunciati. Quelli di aggressione sono almeno il doppio, considerati che spesso i medici per vergogna non denunciano. Chiediamo al prefetto la convocazione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica; l’istituzione di presidi di polizia in tutti i pronto soccorso della città e dell’area metropolitana di Napoli per garantire sicurezza ai lavoratori e ai cittadini”.

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Barbara Caputo

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