In una città viva, dinamica come Napoli, anche i suoi Musei sono cuore pulsante di numerosi persone, di un brulichio di gente tra visitatori, operatori del settore, addetti ai lavori.

E ciò mira a sottolineare Agalma” il film documentario scritto e diretto da Doriana Monaco con le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni, selezionato alla 17esima edizione delle Giornate degli Autori di Venezia 77, verrà trasmesso in prima visione domenica 28 febbraio su Sky Arte.

La giovane, ma non dilettante regista, dopo un attento lavoro di circa tre anni, con occhio acuto e indiscreto, ci regala una visione inedita del celebre Museo Nazionale Archeologico di Napoli, un originale documentario che consente allo spettatore di andare oltre la bellezza dei numerosi tesori artistici presenti nel monumentale palazzo Borbonico, sorto nel Settecento per accogliere gli innumerevoli reperti provenienti dagli scavi di Pompei ed Ercolano.

Dietro le ieratiche e candide sculture greco-romane, gli imponenti gruppi marmorei, l’abbagliante cromatismo dei mosaici e degli affreschi e le preziosità di tanti orpelli ornamentali, dietro un mondo apparentemente bloccato e immortalato, vi è una realtà viva che ruota intorno e che interagisce con il prodotto artistico conferendogli dignità e un giusto ruolo da protagonista.

Accanto ai numerosi turisti provenienti da ogni luogo per ammirare quello che è classificato tra i primi musei di arte antica più importante al mondo, si muovono ogni giorno studiosi, tecnici, personale qualificato, persone impegnate ad animare quelle che sarebbero, altrimenti, immense e fredde sale espositive ricoperte dalla patina del tempo.

Eternizzare l’opera d’arte, bloccarla e conservarla nel tempo, significa dedicarle attenzioni e attualizzarla promuovendola con eventi e progetti; già da alcuni anni, ad esempio, la direzione dell’Archeologico propone di conseguire il godimento estetico unito al benessere psico-fisico dando la possibilità di fare yoga in alcuni ambienti espositivi.

Queste e tante altre sono le iniziative e le attività che si svolgono dietro le quinte, nei meandri dei depositi, ai “piedi” di consoli, atleti, divinità sparse nel Museo Archeologico e che Doriana Monaco magistralmente ha saputo cogliere e registrare con il suo Agalma, nome che non a caso in greco allude alla bellezza statuaria.