Mi sono appena imbattuta in un annuncio immobiliare con paletti belli chiari: affittasi a famiglie ma senza bambini e non sono ammessi animali.

Ricorderete il caso, tempo fa, dell’annuncio discriminatorio di un’agenzia di Grosseto: “Non si affitta agli stranieri”. Oggi, invece, un’agenzia immobiliare di Napoli ha fatto girare su Facebook un annuncio di locazione con altri tipi di limitazioni.

Certamente l’agenzia interpreta, per così dire, le richieste dei proprietari e si adegua.

E dunque, in quest’ottica, precisa che:

La locazione è rivolta a single, coppie, professionisti; i proprietari non valutano nuclei familiari con bambini. Animali non ammessi.

Possiamo dedurre, senz’ombra di dubbio, quanto segue:

Se sei single o coppia o professionista, ma hai cani o gatti o conigli o pappagallini o tartarughe, o mai sia uno di ciascuno, non sei accettato come inquilino.

Se sei single o coppia o professionista, ma con bambini al seguito, altrettanto non hai possibilità di accesso all’appartamento come affittuario.

Forse è il plurale, che fa la differenza! Già, perché nell’annuncio si parla di bambini e di animali, al plurale. Può darsi che se hai un solo cane o un sol bambino, scatta l’ammissibilità. Bisognerebbe approfondire…

La proprietà privata è privata, appunto, e non si discute la volontà di chi la possiede. Sappiamo infatti che è legale pubblicare annunci di affitti rivolgendoli solo a una data categoria di persone, in quanto il proprietario ha la totale libertà di scegliere se e a chi dare in affitto il proprio appartamento.

Ma permettetemi di dire che fissare paletti come quelli contenuti nell’annuncio, denota una certa grettezza d’animo.

Pensiamo a quanto già sia coraggiosa, oggi come oggi, la scelta di far figli, e a quanto sia difficile trovare sistemazioni abitative a cause dell’attuale disastrosa condizione economica.

E allora… in bocca al lupo alle mamme col pancione, alle famiglie con pargoli, alle persone che vivono con gli animali e agli animali che vivono con le persone!