Il conto alla rovescia per il tramonto delle province è stato avviato ieri dal Premier Renzi. Così, dal 1 gennaio 2015 anche Napoli sarà coinvolta da una rivoluzione storica per la nostra nazione.

Il capoluogo campano si troverà a fare i conti con una Città metropolitana, di 70 chilometri di profondità e una popolazione di 3,3 milioni. L’effetto taglio comporterà inevitabilmente responsabilità maggiori per il super sindaco Luigi De Magistris che si troverà a governare un territorio davvero molto ampio che conterà 92 Comuni. Si pensi solo alle spinose questioni rifiuti, ambiente e istruzione, capisaldi della grane cittadine.

«Esclusa Roma Capitale, Napoli sarà la più grande città metropolitana. L’asse Napoli-governo si deve consolidare e siamo fiduciosi – dice il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che dalla sede Anci di Roma ha vissuto il varo della legge in diretta – Il premier Renzi conosce bene la situazione di Napoli e anche l’interlocuzione avuta con il sottosegretario Graziano Delrio. La questione di Napoli è ben conosciuta dal governo ed è strategica per il paese e per il Mezzogiorno. Questa riforma è storica ed incide sulla vita dei cittadini».

A parziale consolazione di una rivoluzione che semina intorno a sa malcontenti e malumori, la Provincia di Napoli è l’unica d’Italia che lascia un tesoretto in eredità: 130 milioni. Comunque una goccia nel mare dei problemi che attanagliano oltre 3 milioni di cittadini. Senza calcolare quelli dei napoletani, un altro milione di persone.

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