Nadia Terranova, autrice del libro “Addio fantasmi” è nella dozzina dei candidati in lizza per il Premio Strega.

Per gli amanti della scrittura, il prestigioso premio letterario, legato al noto liquore, è una sorta di campionato, anche più apprezzato nei tempi magri della attuale situazione calcistica nazionale.

E così ci si ritrova a puntare su uno scrittore, meglio ancora su una scrittrice, sperando che possa salire sul podio dei premiati.

Il 18 marzo scorso, nel foyer del Teatro Bellini, presso la sede de Laterzagorà – libreria nata dalla sinergia fra Teatro, Casa Editrice e Associazione culturale A Voce Alta – , il pubblico napoletano ha avuto modo di incontrare la giovane scrittrice siciliana, all’indomani della proclamazione dei titoli rientrati nella dozzina per lo Strega.

Presentata da Mirella Armiero, redattrice della pagina culturale del Corriere del Mezzogiorno, la Terranova si è sentita a proprio agio fin dalle prime battute, chiamata a dialogare sui nuovi sviluppi della narrativa nazionale da Domenico Starnone in poi, e sulle reminiscenze letterarie che conducono al suo ultimo romanzo, imperniato intorno al tema del viaggio a ritroso (nostos), direttamente all’Ulisse di Omero, passando per i suoi conterranei Verga e Vittorini.

La platea, quanto mai eterogenea per gusti ed età – per la presenza di una classe del liceo intitolato proprio all’autore siracusano – , è stata affascinata dalle letture intense che hanno accompagnato l’incontro, facendo conoscere la perizia narrativa e l’acume psicologico con i quali la candidata allo Strega ha tratteggiato la sua ultima fatica letteraria.

La casa natia, il ciarpame delle cose che si accumulano in una vita, la memoria e le sue trappole, il dolore, la morte, l’abbandono, il grottesco senso di colpa provato da chi è stato abbandonato: questi alcuni fra gli ingredienti di un grande romanzo, intessuto di suggestioni autobiografiche e, al contempo, assolutamente universale.

La scrittrice torna così ad attingere dal suo vissuto, sebbene lo faccia in modo meno diretto di quanto abbia fatto nel suo precedente “Gli anni al contrario”.

In “Addio fantasmi”, attraverso una trama apparentemente semplice, si lancia uno scandaglio nelle profondità dell’animo umano, riportando alla luce verità e memorie affondate nel tempo e nella reticenza; anche in quella reticenza insidiosa che si applica nei confronti di se stessi.

Il romanzo sembra voler affermare che le cose non dette prima o poi devono essere affrontate, e che spesso per farlo occorre tornare indietro, nel tempo e nello spazio come fa Ida, la protagonista del romanzo.