Ha il sapore di funerale americano la presentazione de: Il pianto dell’alba Ultima ombra per il commissario Ricciardi.  

Una vera e propria festa con l’obiettivo di rendere omaggio al libro e di dare conforto alla grande famiglia di ammiratori.

La veglia avverrà la sera prima, 24 giugno-Libreria IoCiSto di Piazzetta Fuga e terminerà con la grande festa nel cortile del Maschio Angioino di Napoli.

Un vero inno alla rinascita, che attraverso i duplici appuntamenti, consentirà ai numerosissimi fan di ripercorrere tutte le tappe della produzione letteraria dell’Autore.

Lunedì 24 giugno ore 21.00– Notte bianca in attesa del nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni, presso la libreria IoCisto in via Cimarosa 20.

-La storia di Ricciardi in 12 libri

-Reading di attori, scrittori e musicisti, con (Sergio Savastano, Elisabetta Scala e Lino Blandizzi)

– Easy food

-Fuori Tutto-Old is Gold, il già letto d’Autore, tutto a 1€

Mega trivial per i Degiovanners DOC. Il premio ( LA PRIMA COPIA DE “IL PIANTO DELL’ALBA), sarà autografato da Maurizio de Giovanni

allo scadere della mezzanotte.

Dalle 24.00 vendita delle prime copie del Libro.

Martedì 25 giugno – uscita del romanzo in tutte le librerie.

Martedì 25 giugno ore 21.00 – prima presentazione ufficiale del romanzo che si terrà presso il cortile di Castel Nuovo (Maschio Angioino) . La serata sarà condotta dalla compagnia teatrale del Pozzo e il Pendolo con la regia di Annamaria Russo. Gli attori: Marianita Carfora, Salvatore Catanese, Paolo Cresta, Sonia De Rosa, Rosalba Di Girolamo, le musiche di Enzo Grimaldi e Giacinto Piracci e la partecipazione straordinaria di Marco Zurzolo, accompagneranno il reading di Maurizio de Giovanni.

A 13 anni da “Le lacrime del pagliaccio”, poi ripubblicato con il titolo di “Il senso del dolore”, dopo essere stato tradotto in 12 Paesi e aver collezionato un milione e mezzo di copie vendute, il saluto all’amatissimo commissario appare al grande pubblico come un’ingiustizia da subire.

Maurizio de Giovanni, dal canto suo, decide contro ogni logica puramente commerciale. Sempre coerente alle voci di dentro, mette a riposo il commissario ma probabilmente non la storia che, come annunciato, potrebbe poi parlare per bocca di quei personaggi che ancora affollano la sua mente, chiedendogli vita.

Un buon saluto, tutto sommato pieno di speranza e nuovi colori. È così che ci piace pensare, ed è in attesa gioiosa di quello che il grande genio creativo potrà ancora regalare al suo pubblico che gli rivolgiamo qualche domanda:

Questo ultimo romanzo chiude il ciclo di una serie amatissima, lasciando un vuoto nel cuore dei lettori, come immagino nel suo. Come pensa di superare la separazione dalla sua prima famiglia letteraria?

Ho deciso di chiudere nel momento in cui Ricciardi è all’apice del successo. Non avrei sopportato, proprio perché è la mia prima creatura e per questo la più amata perché è quella che conosco meglio, di leggere noia negli occhi dei lettori.

Il ciclo si conclude con un evento di cui non posso parlare e perciò metto a riposo Ricciardi e tutto il suo mondo.

Ma ho altro nel cassetto: mi dovrete sopportare con una nuova serie contemporanea, che ha anche degli aspetti brillanti. D’altronde, mi sarebbe sempre piaciuto scrivere letteratura umoristica.

“La paura, pensò Ricciardi. La paura, quella morsa allo stomaco e al cuore, il respiro che si fa corto, il sudore. Se hai qualcuno che ami, se qualcuno dipende da te, la paura è diversa. Cambia colore.”

In questa frase, tutto il senso di responsabilità di un uomo che non è più solo. Lei, che ha una grande famiglia, quanto sente vicini i pensieri di Luigi Alfredo?

In questo caso, e non succede sempre, Ricciardi esprime esattamente ciò che penso: sono gli affetti più cari a renderci fragili, vulnerabili, a farci conoscere la paura vera, quella legata a situazioni di cui non siamo diretti protagonisti.

Il suo legame con i lettori è molto sentimentale, c’è qualcosa che vorrebbe dire loro per sollevarli dalla preoccupazione di un nido vuoto?

Tutto cambia. Molte cose finiscono e altre ne cominciano. Non si può ripartire senza lasciare un posto, non si può cominciare senza prima finire.

Luigi Alfredo Ricciardi muore?

Non sono autorizzato a dirlo. Einaudi per questo spoiler ha previsto in contratto per l’autore la castrazione chimica.

Lucia Montanaro