Dopo il grande Pino e Rino Zurzolo, ci ha lasciato anche il tastierista di quello che fu definito il ‘supergruppo’

Era nato a Boscotrecase il 12 gennaio del 1960, Giuseppe ‘Joe’ Amoruso. In quel piccolo paese della provincia di Napoli non esistevano scuole jazz e allora iniziai a ‘rubacchiare’ a destra e a sinistra cercando in giro quello che m’interessava e mi sono costruito il mio schema, il mio linguaggio e il mio stile, racconta lui stesso in un’intervista. E ‘rubacchiando’ un po’ qui e un po’ lì, diventò uno dei più grandi talenti delle tastiere, facendo innamorare del suo stile molti grandi della musica. Tutti sanno delle sue collaborazioni con Pino Daniele e di quello che fu definito il ‘supergruppo’ che comprendeva, oltre a lui e Pino, anche Tullio De Piscopo, Tony Esposito, James Senese e il compianto Rino Zurzolo. Ma il talentuoso musicista napoletano poteva vantare molte collaborazioni celebri: Mel Collins, Don Cherry, Gato Barbieri, solo per citarne alcune. Fin da ragazzo fu subito evidente il suo talento, tanto che i discografici si accorsero di lui quando era appena diciottenne, e lo portarono a Milano. La sua musica era ispirata fondamentalmente al jazz, suo grande amore, ma anche al blues; risentiva della sua passione per Keith Jarrett, ma solo come ispirazione, perché Joe seppe crearsi un suo stile, molto personale, che risentiva anche del suo interesse per le dottrine esoteriche di cui scrisse anche in un libro, Le alchimie della musica, dove le unì alla sua passione principale, quella per la musica. Con Pino Daniele si incontrarono nel 1979, e lo troviamo alle tastiere nell’album Vai mo’ del 1981 insieme agli altri membri della ‘superband’. Ma negli anni ’80 collabora anche con altri artisti napoletani del calibro di Consiglia Licciardi e Roberto Murolo; quest’ultimo appare anche nell’unico album solista di Joe, Rosa del mare di mezzo del 1992, insieme ad altri artisti di spessore quali Enzo Gragnaniello, Nanà Vasconcelos, Bob Berg e Mike Stern. In quegli anni è molto intensa la sua attività di arrangiatore e produttore, che raggiunge picchi notevoli con Romanza di Andrea Bocelli, ma che lo vede collaborare anche con la PFM (Premiata Forneri Marconi), Vasco Rossi, Mauro Pagani, Ornella Vanoni, Alberto Fortis, Zucchero Fornaciari e Antonio Onorato, che lo riporta a Napoli e al suo amato jazz. Il 9 dicembre del 2017 un’emorragia cerebrale aveva già provato a portarcelo via insieme alla sua musica. Si era ripreso Joe, ma mai completamente, e questa notte, all’Ospedale del Mare, un arresto cardiaco lo ha portato definitivamente accanto ai suoi amici Pino Daniele e Rino Zurzolo con cui, ne siamo certi, starà già suonando musiche celestiali.