Giorni caldi di calciomercato, ad Edimburgo però c’è un’amichevole di lusso, il Liverpool vincitore dell’ultima Champions League affronta l’ambizioso Napoli di Ancelotti. In meno di un anno, dalla gara estiva di Dublino di inizio agosto 2018 a quella di oggi, quarto incontro tra le due compagini, le altre due nella scorsa edizione della massima manifestazione continentale.

Mancano tanti giocatori ma le due squadre rappresentano sempre qualcosa di affascinante, nella capitale scozzese c’è sold-out (67000 spettatori); per i Reds non c’è il terribile tridente titolare (Salah-Firmino-Mane) ed il fenomenale portiere brasiliano Alisson ma anche il Napoli ha defezioni importanti, i centrocampisti Allan e Fabian su tutti e quello che rappresenta uno dei difensori più forti del pianeta, Kalidou Koulibaly! Ancelotti presenta Meret tra i pali, Di Lorenzo e Mario Rui sulle fasce e coppia difensiva centrale composta da Maksimovic e Manolas; a centrocampo Callejon e Zielinski in mezzo con il trio Verdi-Mertens-Insigne alle spalle di Arkadiusz Milik.

Partono meglio gli inglesi, cross dalla sinistra forte e preciso dello specialista Robertson ma Origi con un tocco di sinistro poco convinto manda fuori alla sinistra di Meret; poi sale in cattedra il Napoli, giocata spettacolare di Insigne a cui non riesce la verticalizzazione decisiva, dopo poco è Verdi che controlla di destro e calcia di sinistro a giro ma è bravo ad opporsi Mignolet che si ripete anche su una punizione bassa ed insidiosa del capitano partenopeo. Sono le prove generali per il vantaggio azzurro che arriva poco dopo il quarto d’ora quando lo scatenato Insigne lanciato a campo aperto corre verso la porta con il pallone attaccato al destro fino al limite quando scaglia un bolide basso a giro che fulmina l’incolpevole portiere avversario. Non ribatte il Liverpool che non va aldilà di una sterile quanto inefficace pressione, ottima la personalità di Di Lorenzo che non solo copre ma non disdegna apprezzabili iniziative offensive; si arriva al minuto 28 quando ancora Insigne nella sua ottimale posizione larga a sinistra imperversa facendo a fette la retroguardia inglese, il 24 azzurro crossa col mancino azionando Milik che la può colpire solo allungandosi in spaccata, il polacco esegue da manuale e non lascia scampo a Mignolet. Liverpool stordito, gli azzurri non soffrono e chiudono all’intervallo col doppio vantaggio, ottime indicazioni anche dal muro Manolas e da Verdi finalmente all’altezza della propria fama (troppo tardi per rimanere?).

Nella ripresa i Reds iniziano in pressione, Ancelotti presenta tre cambi: Chiriches per Manolas, Ghoulam per Mario Rui e Younes per Dries. Gli azzurri confermano la superiorità dei primi ’45 mettendo anche il terzo sigillo: lancio solito per Insigne a sinistra, lo scugnizzo si accentra e tira a giro, Mignolet respinge ma la butta su un suo compagno di squadra che sfortunatamente la consegna a Younes che lesto non si fa pregare e la scaraventa in porta. Il Napoli potrebbe fare goleada ma sbaglia qualche ultimo tocco causa anche la scarsa lucidità dovuta ai carichi di lavoro del ritiro e così a ripetizione Verdi, Ghoulam e lo stesso Insigne graziano il Liverpool. Partono le girandole dei cambi, cominciano ad entrare tutti, si presenta bene al prestigioso palcoscenico anche Gaetano il quale sembra un veterano e pare aver convinto tutti per una sua permanenza. Risposta di classe, personalità e mestiere anche di Chiriches, il rumeno se non ha problemi fisici è una riserva di lusso; gli ultimi 10 minuti consegnano anche un Meret in palla, già pronto; senza essere impegnato per tutta la gara sfodera un paio di interventi da campione, uno a sventare uno svarione di Hysaj, apparso fuori dal progetto azzurro in tutti i sensi.

Considerazione finale: calcio d’estate, non si era brocchi prima e questa bella affermazione non offre garanzie che il Napoli vincerà la Champions League in scioltezza. La squadra è forte, non vi devono essere dubbi, i due rinforzi ci saranno perché la stagione è lunga e non dovrà essere lasciato nulla al caso, siamo diventati grandi e non bisogna aver paura di avere in alcuni casi due fenomeni che si giocano il posto. Esempio pratico proprio il Liverpool di Klopp che ha trionfato in Champions magari a sorpresa, facendo leva in alcune situazioni particolari con un panchinaro, Origi, meno forte dei titolari del Napoli, sicuramente. Ma il Napoli un Origi non lo aveva e con Milik non in giornata o non disponibile non si può rischiare di essere impalpabili in avanti. Chiaro il concetto? Avanti Napoli!