Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Pensieri intorno a un verbo

È un verbo che contiene in sé tanto spazio, si apre a mantice, è variegato, quasi sempre rassicura e comunque mi ispira.

«Ho accomodato un vecchio paltò e ora è come nuovo, pronto per essere sfoggiato il prossimo inverno!»

«Prego, accomodati, è un piacere averti a casa mia…»

«Per fortuna la lite tra quei due fu accomodata grazie all’intervento di un caro amico comune.»

«Per la serata di gala hanno accomodato la sala in maniera raffinatissima.»

«Che ne dici di accomodarti un po’ i capelli, sei tutta disordinata…»

«Se non ti accomoda questa soluzione, ne troveremo sicuramente un’altra.»

«Si sa che il tempo accomoda tutto…»

«Se ci accomodiamo sul prezzo, lo compro!»

«È una persona così accomodante che non si può non andar d’accordo con lui.»

Insomma è accomodare, il verbo in questione.

Il significato per me più evocativo è quello che attiene al concetto del riparare, dell’aggiustare. Mi coinvolge molto anche quello che ha a che fare coll’accordarsi. E poi accomodante mi fa subito pensare a un pregio speciale: pronunciando questa parola visualizzo due braccia aperte, la pazienza e l’equilibrio… mi piace tanto!

Non mi va giù invece l’accomodarsi nel senso di arrendersi, adeguarsi passivamente, non essere più stimolato ad agire… Ci si accomoda quando si è stanchi di costruire, di accettare sfide, di rischiare, di operare. e ci si lascia andare.

E così capita che ci si accomodi in rapporti d’amore infiacchiti, in situazioni professionali sminuenti, in relazioni amicali o familiari deludenti. Questo non mi piace. Toglie linfa, svilisce, depaupera, intristisce e ci sconfigge.

Accomodiamo un orologio rotto piuttosto che disfarcene; accomodiamoci in prima fila e godiamoci un concerto; sforziamoci di essere accomodanti con chi amiamo… ma per favore, non ci accomodiamo nelle nostre esistenze, rischiando di vivere di meno e meno felicemente!

Luciana Pennino

“Un uomo non è finito quando è sconfitto. Egli è finito quando smette.” (Richard Nixon)