Il capoluogo campano è il più virtuoso d’Italia per risparmio luminoso secondo uno studio dell’Università Cattolica, pubblicato a ottobre dal Journal of Environmental Management.

Un traguardo raggiunto in solitaria, se si pensa che Bolzano e Genova, cui vanno le medaglia d’argento e di bronzo, devono faticare per recuperare terreno per raggiungere Napoli, prima città italiana nella classifica europea, stilata dall’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica e resa pubblica il 26 agosto.

Lo studio esamina l’inquinamento luminoso attraverso i flussi di luce rivolti verso il cielo, quindi privi di effetti positivi sulla vita della popolazione. In termini di energia elettrica pro capite, Napoli è la città più attenta a evitare lo spreco. Merito anche dell’adesione nel 2009 al “Patto coi Sindaci“, con cui l’amministrazione comunale si è impegnata a raggiungere i limiti fissati dall’Unione Europea in materia di politiche energetiche.

L’assessore al Verde e allo Sport, Ciro Borriello, spiega il motivo di questo successo: “Raccogliamo i frutti di dodici anni di contratto di gestione per l’illuminazione pubblica con la vincitrice dell’appalto, Citelum s.a., per lavori di riqualificazione e per l’attuazione del Piano di Efficientamento energetico nei 60500 punti luce della città“.

Lo spegnimento di questi ultimi in aree artigianali e industriali, oltre alla riduzione degli impianti di illuminazione pubblica extraurbana, permetterebbe un minore inquinamento luminoso e una risparmio delle casse pubbliche senza creare disagi alla collettività. Nel 2017 un italiano ha speso tre volte quanto un tedesco, mentre nessuno studio è giunto alla conclusione che una maggiore illuminazione porta a minore criminalità.

Oltre a Napoli, anche Palermo, Catania, Reggio Calabria, Messina e Caserta mostrano impegno nel rispetto dei limiti europei. C’è ancora da lavorare per sensibilizzare sul tema, ma il problema non è di una parte del Mezzogiorno. Anche le altre aree del Paese soffrono di questa forma di inquinamento, che si ripercuote sulle casse comunali. Nel 2017, secondo l’Osservatorio, il nostro consumo di energia elettrica è stato il doppio di quello europeo.

Lo studio, intitolato “A riveder le stelle, quanto sprechiamo sull’illuminazione pubblica“, mette a fuoco l’immagine di Vecchio continente poco saggio. L’Italia è tra i Paesi Europei meno virtuosi, assieme a Spagna e Portogallo, perché è tra quelli in cui si ricorre con troppa intensità all’illuminazione pubblica. Le aree più ricche, soprattutto nell’Europa centrale e orientale, sprecano di meno.

Da dove ripartire, allora, se non dall’esempio delle città, sulla cui notte brilla un cielo più luminoso? Ciro Borriello rassicura che non ci sarà un allentamento degli sforzi in materia di inquinamento luminoso:”Gli obiettivi che l’amministrazione sta perseguendo sono volti al miglioramento del servizio pubblico, attraverso una gestione orientata al risparmio energetico e ai criteri di efficienza ed innovazione delle smart city, nonché all’incremento dei livelli di sicurezza e alla valorizzazione urbana“.

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