Tra i primi imprenditori che hanno palesato la propria preoccupazione per la situazione, che si è creata in conseguenza del Coronavirus Ciro Salvo, titolare della pizzeria 50Kalò. ‘’Sento la responsabilità ed il peso delle famiglie dei miei collaboratori che aspettano un sostegno – si legge in un post pubblicato dal ristoratore napoletano su facebook –. Voglio onorare i miei impegni con fornitori e contratti senza chiedere aiuti a nessuno. Voglio ristorare e aiutare le persone. Posso svolgere il mio servizio in sicurezza. Voglio poter scegliere la consegna a domicilio, come nel resto del mondo. Il Virologo Burioni dice che i contenitori da asporto non sono pericolosi. … infine voglio lavorare, ho sempre lavorato ed un uomo che non lavora è un uomo senza dignità’’.

Ma Ciro Salvo è stato il solo a palesare la necessità di una ripresa delle attività. Circa 1.200 aziende e non solo legate alla ristorazione, tra Napoli e provincia, hanno comunicato alla Prefettura l’intenzione di riaprire, come ha dichiarato il viceprefetto Luca Rotondi.

In particolare la prefettura di Napoli per la tutela della salute dei lavoratori, d’intesa con tutti gli attori economici, ha predisposto un modulario specifico non obbligatorio in cui si chiede alle aziende se e come vengono rispettate le misure anti contagio. Tutte le richieste avvengono con l’inoltro di PEC.